Chirurgo inventava infezioni per vendere protesi

By | 10 aprile 2018

chirurgo-arresto-milano-piniIl chirurgo Giorgio Mario Calori avrebbe fatto credere ai pazienti di essere stati colpiti da infezioni per guadagnare, per arricchirsi sempre di più. Lo ritiene l’accusa che, nelle ultime ore, ha chiesto ed ottenuto l’arresto del Calori e di altri sanitari.

Sembra che Calori avesse voluto a tutti costi eseguire un intervento chirurgico su un paziente benestante per arricchirsi. Il chirurgo si sarebbe addirittura inventato un’infezione inesistente.

La conversazione tra Cucciniello e l’imprenditore

A mettere nei guai il chirurgo Giorgio Mario Calori è stato un altro medico e collega, Carmine Cucciniello, anche lui arrestato. Le forze dell’ordine hanno in mano l’intercettazione di una conversazione in macchina tra Cucciniello, direttore del reparto di Ortopedia traumatologica correttiva del Pini-Cto, e l’impresario Tommaso Brenicci. La chiacchierata risale al 9 marzo del 2017.

Nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip ha scritto: “Facendo cenno ad avvenimenti che si erano verificati al Pini, Cucciniello si lasciava andare a considerazioni gravemente indizianti su Calori, arrivando a etichettarlo più volte quale ‘delinquente vero’, anche per via di alcune scelte mediche condizionate dal crescente bisogno di denaro e dalle contingenti difficoltà finanziarie in cui versava”.

Rischio amputazione del piede

Cucciniello avrebbe detto all’imprenditore di aver appreso dal paziente ‘un approccio interventista da parte di Calori’. Il collega del chirurgo avido di denaro aveva anche confessato che ‘Calori aveva manifestato la necessità di procedere a un intervento in una clinica di Milano dove operava privatamente, paventando al ricco paziente l’esistenza di una grave infezione in corso che, se non curata immediatamente, avrebbe potuto cagionare il pericolo incombente dell’amputazione di un piede’.

Quel paziente invece stava benissimo, non aveva bisogno di nessun intervento chirurgico. A dimostrarlo erano stati anche altri esami, da cui non erano emerse infezioni. ‘La lastra del piede è negativa, la tac pure e la pelle del piede è bella come quella di un bambino’, avrebbe asserito Cucciniello.

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Il paziente che Calori avrebbe voluto operare, per vendere la protesi e quindi guadagnare, aveva detto a Cucciniello che doveva sottoporsi subito a una ‘tac urgentissima’ a causa di ‘un’infezione gravissima’. Invece il paziente stava benissimo.

‘Il Pini è l’ospedale più facile del mondo’

Oltre a Calori e Cucciniello sono stati arrestati nelle ultime ore altri due primari del Pini e del Galeazzi, un direttore sanitario e un imprenditore. L’unico a finire in cella però è solo quest’ultimo; i medici sono ai domiciliari. L’inchiesta diretta dai procuratori aggiunti Eugenio Fusco e Maria Letizia Mannella è iniziata l’anno scorso, dopo l’arresto del primario del Pini, Norberto Confalonieri.

‘Il Pini è l’ospedale più facile del mondo perché non ci sono gare, se sei amico di un chirurgo usi i prodotti che vuole, cioè è tutto libero, tutto libero!’ avrebbe detto l’imprenditore arrestato, in occasione di una conversazione telefonica intercettata. L’uomo, non sapendo di essere intercettato, aveva messo in risalto la ‘scarsa trasparenza e legalità nelle pubbliche forniture dell’Istituto Ortopedico Cto-Pini di Milano’.

Nell’ordinanza di custodia cautelare si legge che Paola Navone, direttore sanitario del Pini, avrebbe ottenuto molte regalie (come un cesto di Natale da 1000 euro e la garanzia di uno stage per la figlia in una delle aziende dell’imprenditore finito in manette) dall’impresario per portare il macchinario per l’accertamento di infezioni articolari nella struttura sanitaria.

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