Esteri

Cina, Xi Jinping come Mao: presidente a vita

cina-presidente-xi-jinpingL’Assemblea nazionale del Popolo cinese, organo legislativo più importante della Cina, ha mutato la Costituzione, rimuovendo il limite dei due mandati del presidente. D’ora in avanti, il presidente cinese svolgerà la sua importante funzione a vita. Xi Jinping ha voluto, in questo modo, dimostrare la sua potenza. I favorevoli all’eliminazione dei due mandati sono stati 2.958; i contrari 2 e gli astenuti 3. La modifica della Carta costituzionale cinese è stata salutata con un applauso durato una ventina di secondi. Tanta felicità nella Grande Sala del Popolo.

Maggioranza incredibile

Xi Jinping è riuscito a far approvare la modifica della Costituzione. Resterà al comando della Cina, dunque, oltre il 2023, o meglio a vita. Salvo imprevisti. La modifica è stata approvata co una maggioranza incredibile. Segno della potenza del leader cinese, una potenza che ricorda quella di Mao. Sebbene massimo organo legislativo della Cina, equiparabile ai parlamenti europei, l’Assemblea nazionale del Popolo cinese non fa altro che recepire le volontà del Partito del presidente. Nel 2004, in occasione di un’altra votazione, i contrari furono solo 10 e gli astenuti 17.

Il presidente cinese adesso può lavorare più serenamente, consapevole di un mandato duraturo. Il limite dei 2 mandati, in Cina, venne approvato negli anni ’90 per evitare l’avvento di presidenti autoritari come Mao. I vari presidenti cinesi hanno sempre rispettato il doppio mandato. Xi Jinping, consapevole del suo forte ascendente sulla popolazione ha voluto portare una ventata di novità nel suo Paese. Sarà lui a manovrare il timone a tempo indeterminato.

Cina potente come gli Usa entro il 2035

Lo scopo di Xi Jinping è rafforzare la Cina su più fronti. Entro il 2035, secondo lui, dovrebbe essere moderna e potente come gli Usa. Il primo passo verso tale obiettivo è stato fatto: la modifica della Costituzione è importante per consolidare il suo potere, per lavorare senza pensieri. Alcuni editoriali pubblicati su autorevoli tabloid cinesi hanno evidenziato che la soppressione dei due mandati non ha fatto altro che equiparare la carica di presidente alle altrettanto importanti cariche di comandante delle forze armate e di segretario di partito. Quest’ultime, infatti, non prevedono una durata massima: sono cariche vitalizie. C’è chi ritiene che la concentrazione dei poteri nelle mani di Xi Jinping sia una sconfitta per lo Stato di diritto cinese. Visto che il presidente cinese considera importante la Costituzione, l’ha modificata.

Una ‘bomba’

Niente più dimissioni nel 2023. Xi Jinping continuerà ad essere il leader della Cina oltre tale termine. Nelle ultime ore, nella Costituzione cinese sono stati menzionati il nome e l’ideologia di Xi. Lo status dell’attuale presidente cinese, dunque, è stato elevato al livello del presidente Mao. Giorni fa Xinhua (canale ufficiale delle news cinesi) aveva riferito: “Il comitato centrale del partito comunista cinese ha proposto di rimuovere l’espressione ‘il presidente e il vicepresidente della Repubblica popolare cinese non serviranno più di due termini consecutivi’ dalla Costituzione del Paese”.

Susan Shirk, una delle maggiori esperte della Cina negli Usa, aveva parlato di una ‘bomba’. Shi Yinhong, docente di Relazioni internazionali presso l’Università Renmin di Pechino, invece, aveva detto: ‘Significa che per molto tempo ancora la Cina continuerà a muoversi in avanti secondo i pensieri di Xi, il suo progetto, i suoi principi e la sua leadership assoluta’.

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