Cronaca

Ciro Esposito, Daniele De Santis condannato a 26 anni di carcere

Provocò la morte di Ciro Esposito, tifoso del Napoli arrivato a Roma per assistere alla finale di Coppa Italia tra la sua squadra e la Fiorentina ed oggi è stato condannato. Daniele De Santis dovrà scontare in carcere 26 anni. Così hanno deciso i magistrati della terza sezione della Corte d’Assise di Roma, dopo 4 ore di camera di consiglio. Il giovane Esposito venne raggiunto da un colpo di pistola, sparato da De Santis poco prima del fischio d’inizio di Fiorentina-Napoli. Il triste episodio è avvenuto due anni fa, proprio a maggio. Il tifoso del Napoli venne subito portato in ospedale ma dopo tanti giorni di sofferenze spirò. In aula oggi c’erano non solo i difensori della famiglia Esposito ma anche i genitori di Ciro e vari parenti. Tutti speravano in una sentenza esemplare e così è stato. I giudici hanno anche disposto in favore dei genitori di Ciro un risarcimento di 140.000 euro. La madre del tifoso del Napoli, Antonella Leardi, ha detto dopo il pronunciamento giudiziale:

“La pena inflitta è congrua e giusta. Per De Santis non provo odio perché l’ho perdonato. Qualsiasi pena sia di monito per tutti gli altri, perché non accadano più questi delitti assurdi. Il mio ragazzo non doveva morire, eppure Ciro è morto per odio”.

La pubblica accusa aveva chiesto l’ergastolo per De Santis. Dopo la lettura della sentenza, alcuni amici di Ciro hanno urlato, rivolgendosi a Daniele De Santis:

“Devi marcire per quello che hai fatto”.

Oltre a De Santis, sono stati condannati a 8 mesi di reclusione per rissa aggravata e lesioni due tifosi del Napoli, Gennaro Fioretti e Alfonso Esposito. L’accusa sostiene che i due erano componenti della combriccola che scatenò i tafferugli nei quali Ciro rimase vittima. L’omicidio del giovane supporter del Napoli balzò agli onori della cronaca; per giorni e giorni non si parlò d’altro. Ciro si recò a Roma per sostenere la sua squadra: era una persona solare, allegra e soprattutto mite. Non meritava di morire così presto e in tali circostanze il giovane Esposito. Sono proprio episodi come quello avvenuto due anni fa in occasione della finale di Coppa Italia, davanti allo Stadio Olimpico di Roma, a macchiare il calcio. Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, proclamò il lutto cittadino dopo la morte di Ciro Esposito e disse:

“Proclamiamo il lutto cittadino per Ciro, per i familiari, per il nostro popolo. Per dire no al binomio calcio-violenza. La città è profondamente colpita dal lutto e lo sono anche io personalmente. E’ una vicenda triste e drammatica… se da un lato diciamo ‘no’ alla vendetta, dall’altro diciamo anche ‘si ‘alla giustizia”.

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