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Ciro Esposito è morto, il tifoso napoletano non ce l’ha fatta

Ciro Esposito si è spento alle 6:22 di questa mattina all’ospedale Policlinico Gemelli dove era ricoverato da 50 giorni

ciro esposito
La notizia della morte di Ciro Esposito, il giovane tifoso napoletano rimasto ferito negli scontri della notte folle della finale di Coppa Italia fra Napoli e Fiorentina del 3 maggio scorso, era già stata anticipata ieri da alcuni siti, suscitando l’indignazione dei familiari che tramite i social informavano:
Smettetela, Ciro è ancora vivo.

Oggi però purtroppo non si tratta di un falso allarme. Il giovane trentenne di Scampia non ce l’ha fatta e si è spento questa mattina dopo 50 giorni trascorsi al Policlinico Gemelli in stato vegetativo, mantenuto in vita soltanto dalle macchine.
La notizia giunge per bocca di Damiano De Rosa, un legale della famiglia Esposito: Ciro Esposito è morto per insufficienza multiorganica, un’infezione polmonare sopraggiunta all’improvviso in una situazione clinica devastante è risultata fatale per il suo cuore.

Ciro Esposito era rimasto ferito da una pallottola lasciata partire dalla pistola di Daniele De Santis detto Gastone, quarantaseienne ultrà romano di estrema destra proprietario di un chiosco, attualmente recluso al carcere di Regina Coeli e per il quale l’accusa si complica: da tentato omicidio a omicidio volontario.
Daniele De Santis a sua volta negli ultimi giorni ha avuto bisogno di cure mediche ma per motivi di ordine pubblico il suo trasferimento non è stato accettato dal Policlinico Gemelli dove si trovava anche Ciro Esposito.

“Non dimentichiamoci che Ciro è morto per salvare donne e bambini su un pullman di tifosi napoletani assalito da un gruppo di ultrà romani”
Ha fatto sapere Angelo Pisani, l’avvocato di Ciro Esposito.

La famiglia si è chiusa nel proprio dolore e non ha rilasciato alcuna dichiarazione, ad eccezione di un comunicato stampa diffuso dallo zio.
“Vogliamo giustizia, non vogliamo che la morte di mio nipote sia utilizzata per ulteriore violenza.”
Intorno al corpo senza vita di Ciro in queste ore di dolore ci sono la madre Antonella Leardi, il padre Giovanni Esposito, la sua fidanzata Simona e un ristretto gruppo di persone composto da familiari e amici.
La morte di questo ragazzo in quella che avrebbe dovuto essere una tranquilla serata di sport lascia negli italiani tanta amarezza e la consapevolezza che a dispetto delle norme precauzionali prese per arginare il fenomeno della violenza negli stadi, il calcio non è ancora uno sport per famiglie.

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