Cronaca

Cleveland, poliziotto uccise 12enne: 6 milioni a familiari

Cleveland: risarcimento a parenti Tamir RiceUn poliziotto di Cleveland sparò contro il 12enne Tamir Rice, nel 2014, e lo uccise. L’episodio avvenne in un parco pubblico. Ebbene, dopo due anni, il Comune ha deciso di corrispondere alla famiglia del 12enne afroamericano, a titolo di risarcimento, 6 milioni di dollari

 

 

Cleveland non ha ammesso l’errore del poliziotto che uccise Tamir, mentre giocava con una pistola giocattolo in un parco, ma ha accettato di corrispondere l’ingente somma ai familiari del ragazzino. Il poliziotto bianco, dunque, non subirà un processo e non rischierà il carcere. Non è la prima volta, negli Usa, che vengono raggiunti accordi del genere per difendere la reputazione di agenti che hanno ferito o ucciso afroamericani. Un processo federale sui diritti civili avrebbe potuto alimentare il dibattito sull’abuso di potere dei poliziotti nei confronti degli afroamericani. Cleveland, perciò, ha fatto il possibile per non passare brutti momenti. Una nota diffusa dagli avvocati della famiglia Rice recita:

“Una situazione come questa non verrà mai chiusa, perché nulla ridarà Tamir a chi gli voleva bene”.

Straordinarie parole quelle proferite dai legali dei parenti di Tamir Rice, ragazzino che venne trucidato solo perché aveva in mano una pistola giocattolo. Pare che il Comune di Cleveland sborserà alla famiglia di Tamir 3 milioni di dollari quest’anno ed altri 3 milioni nel 2017. Una somma ingente che, però, non permetterà di far rivivere il 12enne, ucciso il 22 novembre 2014 da un agente di Cleveland. L’evento suscitò scalpore, e subito i militanti del movimento Black Lives Matter  iniziarono a protestare contro gli abusi commessi dai poliziotti contro gli afroamericani. Subodh Chandra, un legale della famiglia di Tamir, ha detto:

“Purtroppo la morte di Tamir non è un evento isolato. Il problema della violenza della Polizia, soprattutto nelle comunità di colore, è una crisi che affligge la nostra nazione”.

La famiglia di Tamir spera in un cambiamento e, soprattutto, che nessun’altra famiglia provi un dolore simile.

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