Cronaca

Clisteri di caffè per curare tumore: Giuditta Di Matteo è morta

Aveva preferito curare il cancro alle ghiandole linfatiche con metodi alternativi ma, dopo 3 anni dalla diagnosi del brutto male, è morta. Giuditta Di Matteo, insegnante elementare di 49 anni, non voleva più sottoporsi alla chemioterapia perché, anni prima, l’aveva spossata non poco.

Giuditta ha optato per il metodo Gerson

Un altro caso che alimenta il dibattito sulle cure alternative per curare il cancro. Giuditta Di Matteo, maestra di Cagliari, è deceduta giovedì scorso, 8 settembre 2016, dopo aver passato 3 anni a cercare di curarsi con clisteri di caffè, frullati di frutta fresca e integratori. La donna si era già sottoposta a cicli di chemio, anni fa, ma quando è riapparso il tumore ha deciso di seguire la cura alternativa alla chemio ideata dallo specialista tedesco Max Gerson, deceduto 57 anni fa. L’Unione Sarda ha reso noto che la Di Matteo non volle sottoporsi alle sedute di chemio perché era esaltata dalle cure alternative o attratta dal brivido ma perché era stata letteralmente sfibrata dai farmaci chemioterapici. La Di Matteo sperava di guarire con il medico del dottor Gerson, invece dopo 3 anni è spirata.

Quella maestra sarda solare ed ottimista non ce l’ha fatta. E’ stata dilaniata da un male tremendo. Inizialmente, sembrava che il metodo del dottor Gerson stesse producendo qualche effetto positivo. Era solo un’illusione. Clisteri di caffè, frullati di frutta ed integratori aveva migliorato solo temporaneamente le condizioni dell’insegnante di Cagliari.

Giuditta Di Matteo ha chiesto aiuto ai medici troppo tardi

All’ultimo, quando ormai non c’era più niente da fare, Giuditta aveva chiesto aiuto ai medici. Il personale sanitario dell’ospedale oncologico di Cagliari ha confermato che l’insegnante, ultimamente, si era rivolta a loro per guarire. I medici, però, non hanno potuto fare nulla. Se solo la Di Matteo avesse chiesto aiuto prima ai dottori, forse ora sarebbe tra noi. Giuditta aveva voluto provare una cura alternativa per contrastare il cancro perché il trattamento chemioterapico l’aveva debilitata molto. Inoltre la chemio era risultata inefficace. Il tumore, infatti, si era ripresentato, in forma ancor più aggressiva. Giuditta, insomma, non se la sentiva di iniziare un nuovo ciclo di chemio ed optò per il metodo ideato da Gerson. Il dottore tedesco sosteneva che i clisteri di caffè, gli integratori e i frullati di verdura fresca favoriscono la regressione delle neoplasie. Giuditta Di Matteo credeva che tale cura la facesse uscire da un bruttissimo e logorante tunnel.

La maestra di Cagliari era ammaliata dalle cure alternative, è vero, ma non era una donna irrazionale e superficiale, anzi. All’inizio sembrava che la malattia stesse regredendo. Era solamente un abbaglio.

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