Cocaina a Montecitorio, scoperta di un giornalista del Fatto

By | 6 maggio 2017

La cocaina è consumata da molte persone, nel mondo, e sembra che in Italia piaccia anche a certi parlamentari. L’interrogativo è sorto perché un inviato del Fatto Quotidiano ha scoperto tracce di cocaina proprio nel bagno maschile dei deputati. Il Fatto Quotidiano ha reso noto che la scoperta è stata fatta lo scorso 29 marzo 2017, quando mancava poco a una votazione di grande interesse. Dal comunicato diffuso dal Fatto si evince che la droga è stata rinvenuta su una mensola del bagno che, di mattina, era risultata pulita. Qualcuno, insomma, avrebbe assunto stupefacenti nel bagno dei deputati. Ma chi?

Cocaina nel bagno dei deputati: esame con salviettine Nark II

L’inviato del Fatto Quotidiano, per evitare errori, prima di recarsi nel bagno di Montecitorio aveva acquistato delle salviettine Nark II in uno store specializzato di Roma, in cui si vendono apparecchi importanti per le indagini scientifiche. Il risultato è stato positivo ben due volte; insomma il test, effettuato un paio di volte, ha dato sempre lo stesso risultato. Lo scorso 29 marzo 2017, alla Camera, si votava la legge  su giudici e politica. In Aula c’erano 400 deputati, quindi è verosimile che qualcuno di essi si sia recato in bagno. Non si sa ancora, però, se quel bagno, nei pressi dell’aula di Montecitorio, sia ad uso esclusivo dei deputati oppure possano accedervi anche gli autorizzati, come gli stessi giornalisti.

Il Fatto Quotidiano ha un video che prova l’inchiesta

Il Fatto Quotidiano dice di essere in possesso di un filmato che comprova l’inchiesta e, sardonicamente, si domanda come mai la legge sulla legalizzazione della cannabis per uso ricreativo ‘ristagni’ dallo scorso 25 luglio 2016 in Parlamento, quando certi deputati fanno uso di sostanze stupefacenti più pesanti. Non c’è da stupirsi, comunque, se qualche parlamentare assume cocaina. Già tanti anni fa, precisamente nel 2006, le Iene scoprirono, dopo aver condotto un test, che un parlamentare su tre assume droghe, cannabis in primis ma anche quelle più pesanti come la cocaina. Gli inviati delle Iene sottoposero a una sorta di esame tossicologico 50 deputati e scoprirono che il 32% di essi assumeva droghe: il 24% cannabis e il 18% cocaina.

Il test delle Iene venne eseguito con il drug wipe, una garza frontale che, a detta dell’inviato Davide Parenti, ‘ha una percentuale di infallibilità del 100%’. Il tossicologo Piergiorgio Zuccaro, però, sottolineò che, sebbene il drug wipe sia attendibile scientificamente, va integrato con qualche altro esame per comprovare la positività all’assunzione di sostanze stupefacenti. Insomma, il drug wipe può generare dei falsi positivi, quindi prima di gridare alla positività è necessario compiere altri accertamenti. Lo scoop delle Iene fece indignare molti politici, tra cui Alessandra Mussolini, che cercò subito di conoscere l’identità  dei rappresentanti del popolo drogati. Se poi riuscì ad esaudire il suo desiderio non lo sappiamo.

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