Cognato vuole stuprarla, si oppone e viene bruciata viva

By | 2 novembre 2017

India, cognato vuole violentarla: lei resiste e viene arsa vivaAncora femminicidi in India. Una giovane vedova, Neelam, è stata bruciata viva dal cognato. L’uomo, secondo le prime indiscrezioni, voleva stuprarla ma lei si era opposta. Il fatto è avvenuto ieri sera a Labhari. Neelam era sola in casa. A un certo punto si è trovata davanti al cognato, che ha iniziato a molestarla. Neelam ha opposto resistenza e lui si è infuriato così tanto da bruciarla viva. La ragazza è morta nella sua abitazione. A segnalare la terribile vicenda è stato il padre della vittima, che ha denunciato l’aggressore, un certo Jitendra. I poliziotti stanno adesso cercando il cognato degenere di Neelam: dopo aver bruciato viva la donna, si è dato alla fuga. Neelam forse sapeva che resistere alle avances pesanti di quell’uomo le sarebbe costato caro, ma era una donna corretta e morigerata e, alla fine, ha pagato con la vita il suo atteggiamento. C’è chi svende la propria dignità in un attimo e chi la difende sempre e comunque, mettendo a rischio la propria incolumità.

La cultura indiana dello stupro

Neelam era una ragazza rimasta vedova troppo presto. La sua vita, in India, non era facile, come del resto per tutte le donne che vivono in tale nazione. Tanti uomini, in India, si sentono legittimati a sottoporre al proprio volere le donne, anche quelle appartenenti al proprio nucleo familiare. Ieri Jitendra aveva voglia di stuprare la cognata ma lei ha detto ‘no’, gli ha impedito di violarla. L’uomo ha reagito nel peggiore dei modi: l’ha arsa viva.

Un’altra donna uccisa barbaramente in India, nazione dove, tra santoni e guru vari, vige una minacciosa cultura dello stupro. Secondo recenti indagini, in tale Paese c’è uno stupro ogni 20 minuti.

Ci sono diverse obiezioni, che spesso gli indiani fanno all’Occidente, che danno fastidio. Le aveva fatte presenti qualche anno fa Enrica Garzilli, scrittrice e docente universitaria. In India si stupra molto, eppure gli indiani, o comunque la maggioranza di essi, continuano a ripetere che che la causa delle violenze è la progressiva ‘occidentalizzazione’ della nazione. In soldoni, le ragazze e le donne stanno assumendo atteggiamenti simili a quelle donne occidentali.

Siamo sicuri che vietare gli smartphone alle giovani ed impedire loro di indossare abiti tipici delle teenagers americane od europee provochi un decremento degli stupri in India? Abbiamo le nostre incertezze al riguardo.

Il cognato che ieri voleva violentare la povera Neelam non aveva certo fatto caso ai suoi vestiti. La verità è che non si può puntare l’indice verso l’Occidente per atteggiamenti indecorosi che sono solo il frutto di una cultura dello stupro.

Cambiare la mentalità

Ciò che è sbagliato, in India, è la mentalità. La donna è considerata come un oggetto, come qualcosa da prevaricare. Non va bene così, bisogna cambiare e non additare gli altri per le proprie colpe.

Non è che imponendo il coprifuoco alle donne che si risolve il problema degli stupri in India. Vietare al ‘gentil sesso’ di uscire di casa dopo le 21 rappresenta una sorta di ‘analgesico’, non è una terapia che elimina la ‘malattia’. Sì perché quella degli stupri è una grave piaga in India.

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