Cronaca

Colpo di Stato in Turchia fallisce, Erdogan resiste

Il tentato colpo di Stato in Turchia è fallito. La minoranza dell’Esercito turco non è riuscita a prendere il potere. Eppure, nelle ultime ore, la Turchia è stata messa a ferro e fuoco. Ieri, poco dopo la mezzanotte, lo Stato maggiore dell’Esercito aveva annunciato la presa del potere.

Colpo di Stato fallito per opposizione fedeli Erdogan

Tanti carri armati, ieri notte, per le strade di Ankara ed Istanbul e tanta gente scesa nelle strade per contrastare i golpisti. Il presidente Erdogan ha invitato i cittadini a fronteggiare i militari traditori, e così è stato. Il colpo di Stato in Turchia fallisce anche per i cittadini fedeli al presidente Erdogan e paladini dell’ordine democratico. E’ inammissibile, oggi, conquistare il potere con un golpe. La Turchia ha sofferto molto, negli anni, per i colpi di Stato: ora bisogna difendere la democrazia. Non sono mancati scontri tra golpisti e civili. Purtroppo ci sono stati anche feriti. L’aeroporto di Istanbul è stato bloccato per diverse ore: eliminati sia i voli in partenza che in arrivo. Una situazione surreale, che fa tornare indietro nel tempo. Ad Ankara sono stati uccisi 17 poliziotti dai militari infedeli. Il presidente Erdogan, a quanto pare, aveva già chiesto asilo in Germania e in Gran Bretagna; poi, quando ha visto che la folla di cittadini a lui fedeli è riuscita ad arginare i militari infedeli, ha detto:

“I golpisti la pagheranno molto cara, saranno puniti molto duramente”.

In un primo momento, ieri sera, i golpisti avevano diffuso il seguente, agghiacciante, comunicato:

“Le Forze armate turche hanno preso il completo controllo dell’amministrazione del Paese per ristabilire l’ordine costituzionale, i diritti umani e le libertà, lo Stato di diritto e la sicurezza generale che erano stati danneggiati. Tutti gli accordi internazionali rimangono validi. Speriamo che tutte le nostre buone relazioni con tutti i Paesi continuino”.

Non si cambia un Paese con un golpe

Alla fine, però, i golpisti non ce l’hanno fatta. Ha vinto il desiderio di libertà e democrazia. La Turchia va cambiata civilmente, non a suon di colpi di Stato. Tutti i partiti turchi hanno criticato aspramente il tentato golpe, così come leader mondiali del calibro di Barack Obama ed Angela Merkel. L’episodio ha comunque, scosso la Turchia e il mondo. Ore di apprensione per le sorti del Paese e del presidente Erdogan. Tutto ciò dimostra che molti, nella nazione, sono insoddisfatti e vogliono un cambiamento. Si cambia però civilmente, non con la forza.

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