Consip, pm Woodcock indagato per falso in concorso

By | 16 settembre 2017

Consip, John Woodcock finisce nel registro degli indagati per falso in concorsoIl pm napoletano Henry John Woodcock balza nuovamente agli onori delle cronache e stavolta è lui che finisce tra gli indagati. Il caso è ben noto: Consip, ovvero la centrale di servizi informativi pubblici. La vicenda Consip è stata al centro di molte discussioni negli ultimi mesi, una storia che presenta ancora zone grigie. E’ stato tirato in ballo anche il padre dell’ex premier Matteo Renzi, Tiziano, ed è finito in manette l’imprenditore campano Alfredo Romeo. Adesso il caso Consip ‘abbraccia’ anche il pm Woodcock, indagato per falso in concorso con l’ufficiale del Noe Gianpaolo Scafarto. Sarebbe stato proprio quest’ultimo, durante un interrogatorio di garanzia, a fare il nome del pm napoletano. Scafarto e Sergio De Caprio (ovvero il ‘Capitano Ultimo’) avrebbero definito le inchieste Consip e Cpl Concordia ‘una bomba che può distruggere Renzi’. A parlare del presunto colloquio tra i due era stata lo scorso luglio, nel corso di un’audizione al Csm, la procuratrice capo di Modena, Lucia Musti.

‘Dottoressa, ha una bomba in mano’

‘Dottoressa, lei se vuole ha una bomba in mano. Arriviamo a Renzi’, avrebbero detto il maggiore Scafarto e il capitano Ultimo alla dottoressa Musti. La Procura di Roma ora sta vagliando la documentazione e potrebbe iscrivere nel registro degli indagati anche Sergio De Caprio. Scafarto invece è indagato da tempo.

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Le due bombe che avrebbero potuto fare male a Renzi, dunque, sarebbero state i casi Cpl Concordia e Consip. Gli atti di tali indagini erano stati ricevuti dalla Procura di Napoli. Nel materiale finito sul tavolo della Musti ci sarebbe anche un dialogo tra l’ex premier Matteo Renzi e Michele Adinolfi, il generale della Guardia di Finanza.

Intanto De Caprio dice di non aver parlato mai con nessuno di Matteo Renzi, nemmeno con la procuratrice Musti, e non aver effettuato mai accertamenti con finalità politiche. Sarà vero? Il ministro della Difesa Pinotti chiede all’Arma di verificarlo.

Lo stupore di Luigi Zanda

Federico Bagattini, avvocato di Tiziano Renzi, ha chiosato: ‘Siamo in un terreno che si chiama eversione’. Dello stesso avviso anche Luigi Zanda, leader dei senatori del Pd: ‘Se tutto questo è vero, c’è stato un complotto che ha visto coinvolti organi dello Stato, volto a rovesciare istituzioni democratiche. In altri tempi si sarebbe parlato di eversione, se non di peggio’.

Il maggiore Scafarto, che punta l’indice verso il pm di Napoli, aveva detto nel corso dell’interrogatorio: “La necessità di compilare un capitolo specifico fu a me rappresentata come utile direttamente dal dottor Woodcock, che mi disse testualmente: ‘Al posto vostro farei un capitolo autonomo su queste vicende’”.

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