Consumo antibiotici: boom in Italia, emergenza sanitaria superbatteri

By | 12 novembre 2016

In Italia si consumano troppi antibiotici. La tendenza ad assumere antibiotici anche quando non serve fa rafforzare i batteri. Lo ha ribadito recentemente l’Oms, secondo cui in Italia, nell’arco di un decennio, i batteri resistenti ai farmaci sono passati dal 16% al 34%. Non bisogna, dunque, assumere antibiotici anche per un mal di testa. Ricordate che ciò favorisce il rafforzamento dei batteri che, dunque, non vengono debellati neanche dai medicinali più potenti.

Responsabilità delle aziende farmaceutiche

In un recente dossier sui batteri invincibili, l’Oms raccomanda agli italiani di cambiare atteggiamento in sede di assunzione di antibiotici. Va evitata assolutamente l’assunzione sconsiderata. I rischi sono gravi. Se non si invertirà la tendenza, entro 10 anni, in Italia, i decessi causati dai batteri super resistenti passeranno dagli attuali 700.000 l’anno a 10 milioni. Per l’Oms la responsabilità è anche delle aziende farmaceutiche, in quanto non destinano più fondi alla ricerca di antibiotici. 16 anni fa sono stati lanciati 5 nuovi gruppi di antibiotici ma nessuno di questi è in grado di debellare i batteri più letali, ovvero quelli gram-negativi.

Gli antibiotici portano pochi guadagni alle aziende farmaceutiche

Le aziende farmaceutiche non sono molto stimolate a creare antibiotici perché tali farmaci fanno guadagnare molto meno rispetto, ad  esempio, agli antitumorali. Sebbene manchino antibiotici potenti e la ricerca sembra non essere molto interessata a tali medicinali, la ragione principale per cui i batteri si rafforzano e, quindi, diventano minacciosi è l’uso inconsapevole dei farmaci. Nelle nazioni Ocse, il consumo medio di antibiotici è pari a 20,5 dosi ogni 1000 persone; in Italia, invece, è di 27,8%. Il Belpaese occupa gli ultimi posti della chart. Le nazioni in cui il consumo di antibiotici è addirittura maggiore rispetto a quello italiano sono Turchia, Grecia, Corea, Belgio e Francia.

La ricerca per introdurre nuovi antibiotici in grado di annientare i batteri più resistenti va a rilento. Recentemente, però, l’Aifa ha annoverato nell’elenco dei medicinali mutuabili un antibiotico contro i super batteri, formato da 2 molecole che contrastano i gram-negativi. Forse non tutti sanno che in gran parte della carne e del pesce che si mangia in Italia ci sono molti antibiotici. Il Belpaese occupa il terzo posto, dopo Spagna e Cipro, nella classifica relativa alla quantità di antibiotici usati negli allevamenti.

L’abuso di antibiotici da parte degli italiani e il consumo di carne e pesce contenente antibiotici rappresentano fattori che, indubbiamente, favoriscono il rafforzamento dei batteri. Si rischia, dunque, che nessun antibiotico in circolazione sarà in grado di annientare determinate tipologie di batteri super resistenti. Meglio prevenire e comportarsi in modo responsabile. Si rischia infatti un’ecatombe.

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