Content Marketing aziendale: come creare contenuti di qualità

By | 12 settembre 2016
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Quella dei contenuti di qualità sta diventando una questione dalla natura piuttosto controversa. Meglio proporre qualcosa di più adatto ed essere “identificato” dai motori di ricerca, oppure puntare direttamente al cliente, anche se questo significa sacrificare il posizionamento sulla rete? Le aziende hanno ben chiaro l’obiettivo del content marketing e sanno che, molto spesso, non è sufficiente avere un ottimo posizionamento per arrivare direttamente agli interessi dell’utente. I due fattori, comunque legati a doppio filo, stanno riqualificando le aree a disposizione di un numero sempre crescente di addetti alla creazione di contenuti per il web e per la pubblicità.

 

content marketing

 

Il processo che guida l’utente al consumo del prodotto può essere disgiunto in innumerevoli fasi. Dalla ricerca online, fino alla conversione definitiva che, nel caso di aziende a forte presenza in rete, non può che rappresentare la fase dell’acquisto del prodotto. Ma quale potrebbe essere una giusta modalità di utilizzo dei canali che promuovono il prodotto online? E soprattutto, in questo particolare ed intricato universo, qual è il ruolo del content marketing? È indispensabile? È possibile farne a meno? Può essere decisivo per la conversione? Sì, se si adottano strategie valide.

 

Il ruolo del content marketing aziendale ruota intorno alla possibilità che un contenuto, di qualità o meno, divenga in poco tempo virale. Qui la natura del contenuto, che sia per un sito di e-commerce o semplicemente per un blog aziendale, può giocare sulla molteplicità di sistemi che consentono di veicolare il messaggio. Quando contiamo su di un’efficace risposta dei motori di ricerca, appunto, nella ricerca del prodotto e del contenuto a questo legato, non possiamo evadere le leggi che regolano il funzionamento del posizionamento online del contenuto. Si tratta di semplici manovre che ogni specialista SEO conosce a memoria e che risultano sempre efficaci, se guidate da mano esperta, in grado di rendere chiari i concetti ed utilizzare le keyword in maniera propria.

 

Se, invece, come spesso accade per molte aziende di piccole o piccolissime dimensioni, si preferisce la promozione attraverso una strategia che si sforzi di utilizzare in maniera più massiccia i social media allora il discorso può essere differente. Sì, è sempre meglio proporre un contenuto di elevata qualità, perché esplicativo di quello che si va a vendere e chiaro riguardo il prodotto, ma è anche differente nell’approccio che si ha rispetto ai motori di ricerca. La strategia è spesso decisiva nella produzione dei contenuti. Stilare articoli da mille e più parole può aiutare in determinati contesti, ma può essere un contributo di difficile (e noiosa) lettura per l’utente. Allora la scorciatoia ci arriva direttamente dai social media e, per alcuni, dall’email marketing. Una scorciatoia che non sta a giustificare la “pochezza” dei contenuti, ma anzi, va ad arricchire lo stesso contenuto grazie all’utilizzo del post stesso, dell’hashtag utilizzato (nei casi di Twitter e Facebook) o, più semplicemente, dell’oggetto inserito in mail.

 

Costruire contenuti che siano di qualità non è un esercizio dogmatico. È ovvio che tutte le conoscenze SEO debbano trovar spazio nello sviluppo e nella condivisione dei contenuti, ma tutto questo è reso efficace solo quando si accorpa al contenuto una strategia di marketing B2B valida. Altrimenti anche il più poetico dei post può risultare aria fritta per il potenziale utente.

 

 

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