Corpi mozzati in un appartamento di Tokyo: l’ombra dei suicidi cumulativi

By | 31 ottobre 2017

Tokyo, corpi mutilati in casaE’ mistero a Tokyo sul ritrovamento di almeno nove corpi mozzati in un appartamento. La Polizia è arrivata in un appartamento nella periferia della Capitale giapponese per compiere indagini relative alla scomparsa di una ragazza di 23 anni. E’ probabile che uno dei cadaveri amputati sia proprio quello della giovane. Dopo aver perquisito l’abitazione, i poliziotti hanno interrogato il proprietario dell’appartamento. Sembra che l’uomo avesse scambiato qualche messaggio, su Twitter, con la 23enne scomparsa. I due, nei messaggi, avevano accennato alla triste e agghiacciante pratica dei suicidi cumulativi. I poliziotti cercavano disperatamente la ragazza e, durante la perquisizione dell’appartamento dell’uomo, hanno fatto la scoperta agghiacciante. In quella casa c’erano tante parti di corpi umani. Sembra che i frammenti dei cadaveri fossero stati collocati in alcune scatole. Un vicino ha riferito agli agenti che, dallo scorso agosto, da quella casa proveniva un odore rivoltante. Uno scenario da brivido quello osservato dai poliziotti di Tokyo. In una scatola c’erano almeno due teste.

Esame del Dna sui cadaveri

Chi è stato capace di uccidere ed amputare così tante persone? Il principale indiziato è il proprietario dell’appartamento alla periferia di Tokyo. Era lui, del resto, l’uomo che già si era sentito, su una piattaforma online, con la 23enne scomparsa.

I corpi verranno sottoposti all’esame del Dna per scoprire la loro identità. Secondo gli investigatori, uno di quei cadaveri smembrati appartiene alla 23enne scomparsa.

Il proprietario dell’appartamento è attualmente sotto custodia in attesa dell’arresto formale. La Polizia ha detto che il 27enne è stato fermato con l’accusa di aver abbandonato uno dei corpi. Le indagini per ritrovare la 23enne giapponese erano iniziate lo scorso 21 ottobre 2017, quando il fratello della ragazza si era recato in una stazione della Polizia per segnalare che non aveva più notizie della sorella da svariati giorni.

Le ricerche hanno portato all’appartamento nella periferia di Tokyo dopo che il fratello della scomparsa aveva fatto il log-in nella piattaforma online frequentata dalla ragazza ed aveva scoperto il tenore dei messaggi scambiati con l’altro internauta. I due facevano riferimento ai suicidi di gruppo.

Diversi media locali hanno riportato che in quell’appartamento c’era un odore nauseabondo nonostante un ventilatore, nel bagno, fosse in azione in qualsiasi ora del giorno e della notte.

La 23enne cercava di morire

Gli agenti sono in possesso di diversi filmati, ripresi dalle telecamere di sicurezza lo scorso 23 ottobre 2017, che mostrano la ragazza scomparsa insieme al proprietario dell’appartamento. I due camminano sia nelle vicinanze della casa della 23enne che nei pressi di due stazioni ferroviarie.

Macabro il messaggio che lo scorso 20 settembre 2017 la 23enne scomparsa aveva pubblicato su Twitter. La ragazza aveva scritto che stava ‘cercando qualcuno che morirà con me’ e poi che voleva morire ma aveva paura di farlo da sola. In questa storia c’è l’ombra dei suicidi cumulativi.

I vicini di Shirashi, il ragazzo fermato nelle ultime ore dalla Polizia nipponica, sono stupiti e increduli per quanto accaduto. ‘Shirashi è sempre stato allegro, gentile ed educato. Non posso crederci’, ha detto un vicino di casa.

Il killer giapponese è veramente il titolare dell’appartamento dove sono stati ritrovati nove corpi mutilati?

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