Cronaca

Critica alternanza scuola lavoro su Facebook: 6 in condotta

6-condotta-alternanza-scuola-lavoroSbottare su Facebook può costare caro. C’è chi ha perso addirittura il lavoro dopo aver postato parole o frasi offensive nei confronti del datore di lavoro e chi, invece, ha rimediato un 6 in condotta. Uno studente che frequenta la quarta superiore dell’Itis ‘Da Vinci’ di Carpi (Modena) si è sfogato su Facebook, biasimando l’alternanza scuola lavoro, ed ha ottenuto un 6 in condotta. Una reazione dura quella della scuola di Carpi.

Il commento del preside dell’Itis ‘Da Vinci’

L’alternanza scuola lavoro, strumento che permette di agevolare l’entrata dei giovani nel mondo del lavoro, è stato spesso contestato negli ultimi anni. Adesso è arrivata la critica su Facebook di un ragazzo che aveva sperimentato il progetto in una delle tante aziende vicino alla sua scuola.

Paolo Pergreffi, preside dell’Itis Da Vinci, ha detto: ‘Come è normale che sia ha incominciato con una mansione abbastanza ripetitiva, lavorando su alcune schede elettroniche. Non una cosa particolarmente da disprezzare, comunque, visto che viene svolta anche dagli operai dell’impresa’. Lo studente, invece, non ha apprezzato quella mansione ed ha biasimato il progetto sul popolare social network. Uno sfogo che però non è andato giù al dirigente scolastico, che ha bollato le parole dello studente come ‘non accettabili’. Insomma, Pergreffi ritiene che il ragazzo abbia offeso sia la scuola che l’azienda.

Prima la convocazione, poi la misura severa

All’inizio lo studente (che tuttavia ha continuato a lavorare nell’azienda, concludendo l’iter) è stato convocato dalla scuola per fornire delucidazioni riguardo a quel post offensivo su Facebook; poi il consiglio di classe ha optato per il 6 in condotta. Un chiaro segnale, una misura per distogliere gli altri ragazzi dal postare frasi insolenti.

‘Questo comportamento, che evidentemente deriva da un pregiudizio nei confronti del progetto, rischia di danneggiare anche il ragazzo. Il 6 in condotta è stato dato come conseguenza di un comportamento ritenuto inaccettabile, ma non è un giudizio definitivo e non pregiudica la promozione. Stiamo parlando peraltro di un ragazzo molto intelligente, che va bene a scuola’, ha spiegato il consiglio di classe.

La misura della scuola di Carpi è stata demonizzata dal Comitato Sisma.12, che supporta lo studente e fa sapere che ‘il provvedimento disciplinare adottato dal consiglio di classe, così come in generale l’Alternanza scuola-lavoro, siano perfettamente funzionali a preparare i giovani all’impatto col mondo del lavoro. Ora gli studenti sanno cosa li aspetta se non impareranno da subito ad alzare la testa e a reclamare il rispetto dei propri diritti’.

La polemica sul post dello studente di Carpi non accenna a placarsi. Camilla Scarpa, responsabile regionale della Rete degli Studenti Medi Emilia Romagna, ha dichiarato: “La sanzione della scuola in risposta alla condizione di disagio dello studente è un atto gravissimo; si tratta di una misura esclusivamente repressiva, aggravata dalle dichiarazioni del preside dell’Istituto che parla di mancanza di ‘buona educazione’ in relazione alla denuncia dello studente. Già questo autunno avevamo raccontato la condizione di paura e preoccupazione che impediva agli studenti di denunciare pubblicamente situazioni di sfruttamento in Alternanza. Quello che è accaduto a Carpi è la dimostrazione più tangibile di quello che riportavamo”.

Concorda con la Scarpa anche Giammarco Mandreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi: ‘Alla gravità della sanzione in sé, è ancora più grave che lo spirito critico, che la scuola stessa dovrebbe avere l’ambizione di sviluppare in noi studenti, venga represso sotto ricatto del voto. A prescindere dal giudizio di merito sull’alternanza, a prescindere dal giudizio che si possa avere o meno sull’esperienza che la scuola ha progettato, negare la libertà di espressione, di critica e di dissenso evidenzia che le scuole e chi ha il dovere di dirigerle sta smarrendo il senso e il proprio ruolo’.

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