Culturista eccede con le sostanze dopanti per diventare campione di body building

By | 3 agosto 2017

Culturista con 14 sostanze dopanti nel corpo: Ippolito rischia grossoUn culturista 24enne, Giuseppe Ippolito, ha assunto un ingente quantitativo di diverse sostanze dopanti per diventare campione italiano di body building. Nonostante ciò, lo sportivo italiano non è riuscito a trionfare, piazzandosi in quarta posizione. Nel corpo di Giuseppe sono state trovate tante sostanze dopanti, come steroidi per uso veterinario e umano, medicinali anti Parkinson, anoressizzanti e diuretici per l’ipertensione. Il culturista italiano ha seriamente messo in pericolo la sua vita pur di diventare campione di body building. Nonostante la notevole massa muscolare e le innumerevoli sostanze strane e proibite assunte, Ippolito non è riuscito a vincere nel corso della finale, svoltasi lo scorso 2 luglio 2017 a Roma. Il 24enne, dopo la disfatta, era sbottato su Facebook: ‘La miglior forma di sempre premiata solamente col quarto posto. Non è da me lamentarmi ma mi permetto di dire che meritavo qualcosina in più’. E’ costato caro, comunque, all’atleta assumere quelle sostanze dopante, visto che rischia una pesante squalifica e una condanna penale.

Il sogno di diventare campione italiano di body building

Giuseppe Ippolito, giovane di Siracusa, sognava di diventare campione italiano di body building e per questo si allenava giorno e notte in palestra. La cura del corpo e dei muscoli in primis. Il ventenne siracusano aveva detto tempo fa che amava ‘allenarsi fino allo stremo, tornando a casa distrutto ma felice per aver dato il massimo. Alimentarsi come un culturista, pensare come un culturista perché il culturismo non è solo sollevare pesi, è uno stile di vita che va portato avanti ogni giorno’. Giuseppe non è diventato campione di body building ma un record, decisamente amaro, l’ha segnato: nel suo corpo sono state rinvenute ben 14 sostanze dopanti e 4 loro metaboliti. Lo sportivo era stato beccato in occasione di un controllo antidoping nel corso i campionati nazionali.

Quelle maledette sostanze dopanti nel mondo del body building

La storia di Ippolito è simile a quella di altri body builder, ovvero i patiti della cura del corpo che trascorrono gran parte del tempo libero in palestra. Ore ed ore passate a tirare su pesi per ingrandire e definire la massa muscolare e il sogno di trionfare ai campionati nazionali e internazionali. Molti atleti, purtroppo, assumono sostanze proibite per centrare l’obiettivo, senza sapere di rischiare una grave squalifica e un processo penale. Forse Giuseppe non era al corrente del fatto che assumere sostanze dopanti è vietato, o forse lo sapeva ma la voglia di primeggiare aveva prevalso. La storia del ventenne siciliano ha riaperto il dibattito sull’uso di sostanze proibite nello sport. In Italia molti sportivi utilizzano ed hanno utilizzato sostanze dopanti per migliorare le proprie performance e piazzarsi meglio nel ranking nazionale e mondiale. E’ probabile che il Bel Paese scalzerà la Russia, attualmente prima nella classifica delle nazioni in cui si fa maggiore uso di sostanze dopanti nello sport. Chissà se l’Italia conquisterà il triste primato?

Il giovane Ippolito avrebbe tanto voluto diventare un campione di body building, dopo un’infanzia alquanto infelice. Il siciliano aveva problemi di peso quando era piccolo. Ne aveva parlato lui stesso: “A 14 ani raggiunsi lo status di bambino obeso, e il medico mi disse: ‘Se continuerai a mangiare così ti ammalerai presto’. Decisi di cambiare vita, mi iscrissi in palestra e iniziai a curare l’alimentazione. Che gioia di tornare a lacerare le fibre muscolari e avvertire quella sensazione di dolore-piacere che rende le mie giornate più belle. Le gare di culturismo si vincono prima di salire sul palco, quando si sta a dieta, si riesce a trovare una soluzione invece di una scusa, quando ci si allena oltre i propri limiti fisici e soprattutto mentali’.

Un altro body builder italiano beccato dopo aver assunto sostanze dopanti. L’anno scoperto la stessa sorte di Ippolito era toccata allo sportivo Claudio Stella, originario di Pieve di Soligo (Treviso): successivamente a un test antidoping Nado-Italia era risultato positivo a 21 sostanze vietate.

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