Di Maio ad Harvard: intervento stroncato dal politologo Luttwak

By | 7 maggio 2017

Luigi Di Maio ad Harvard: lo scontro con i giornalistiIl vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, è stato il protagonista, giorni fa, di un incontro promosso in uno degli atenei più prestigiosi degli Usa. Si parla da giorni dell’intervento di Di Maio ad Harvard, che è stato stroncato da molti, tra cui il politologo americano Edward Luttwak. Questo ha ribadito che il M5S, Movimento tra l’altro quasi sconosciuto negli Stati Uniti, è lontano dagli ideali americani. L’economista e politologo, ad esempio, ha citato l’endorsement di Grillo all’ex presidente dell’Iran Mahmud Ahmadinejad.

Ospitata di Di Maio ad Harvard tra luci ed ombre

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L’intervento di Di Maio ad Harvard era orientato a sciorinare il M5S agli americani e la concezione di democrazia diretta in Italia. Il grillino ha risposto a molte domande, poste da studenti e docenti, ma non sempre le sue uscite sarebbero state felici, come hanno sottolineato diversi giornalisti, quei giornalisti che spesso il vicepresidente della Camera e Grillo tacciano di disinformazione. Dopo aver parlato a lungo ad Harvard, il pentastellato è tornato in Italia ed ha sottolineato, in un post su Facebook, di essere stato accolto ad Harvard ‘con il massimo degli onori e della gentilezza’.

Lo sfogo su Facebook del vicepresidente della Camera

Luigi Di Maio, candidato premier in pectore, ha si è sfogato su Facebook contro quei giornalisti che, accecati dalla rabbia contro il M5S, riporterebbero bufale. Il vicepresidente della Camera ha fatto riferimento, ad esempio, alla domanda sui vaccini che gli è stata posta da un chirurgo, secondo cui il MoVimento è un partito fatto da persone che non hanno studiato molto. C’è chi, comunque, ha bocciato l’ospitata di Di Maio ad Harvard anche perché non si è espresso in inglese. Se fosse stato per il politologo Luttwak, il discorso di Di Maio ad Harvard non ci sarebbe mai stato. Il motivo? Secondo l’esperto, il giovane vicepresidente della Camera appartiene a un movimento eccentrico che non collima con la visione americana. Ogni tentativo del M5S di instaurare rapporti con gli Usa, dunque, sarebbe vano.

Luttwak censura il MoVimento

Il M5S, per Luttwak, non è assolutamente interessante per gli Usa perché ha più volte ribadito di essere equidistante dagli Stati Uniti e dalla Russia. Per il celebre politologo ‘non si può essere equidistanti dai carabinieri e dal bandito Giuliano’. Il motivo del successo del M5S in Italia, secondo l’esperto di problemi e sistemi politici, è la sua capacità di ghermire la grande voglia di cambiamento che c’è nella nazione, senza però fare nulla. L’intervento ad Harvard di Di Maio, insomma, è stato inopportuno per Luttwak, anche perché l’ateneo vanta alunni celebri come John Fitzgerald Kennedy, Bill Gates e Mark Zuckerberg.

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