Politica

Di Maio propone di estendere il divieto di pubblicità anche ad altri paesi UE

Restando fermo nelle sue convinzioni, nonostante le critiche provenienti da più parti sull’ divieto della pubblicità di gioco contenuto nel Dl Dignità, il vicepremier Luigi Di Maio si è dichiarato pronto ad incoraggiare la sua estensione anche negli altri Paesi europei.

Le dichiarazioni di Luigi Di Maio sul fronte europeo

Qualsiasi forma di pubblicità al gioco d’azzardo in Italia è morta e sepolta, esattamente come è stato fatto per le sigarette. Questa norma, oltre alle dignità, decreta anche civiltà. Potremmo dirci orgogliosi di essere il primo Paese europeo a fare questa scelta di campo pioneristica. E personalmente mi batterò in sede di Unione europea per estendere questo impianto di legge anche agli altri Paesi europei. Ma l’Italia inizia a dare l’esempio e speriamo che possa essere seguito anche dagli altri Paesi. Ben venga l’emendamento che è stato proposto dalle opposizioni che ha formulato l’articolo 9-ter per quanto riguarda il codice fiscale da utilizzare per le slot machine. Ben venga tutto quello che ha migliorato questo decreto“.

I primi effetti del Decreto Dignità

L’approvazione del Decreto Dignità, avvenuta nei giorni scorsi, ha già scatenato le reazioni di alcuni degli operatori del circuito AAMS, che hanno già effettuato i primi investimenti nei paesi europei, ancora esenti dal divieto di pubblicità. In particolare, il primo operatore a muoversi lungo questa direzione è stato Bet365, che ha stretto un rapporto di partnership con otto club della Liga spagnola. Secondo gli analisti di Gaming Report, la reazione di Bet365 è legata ai danni che il Decreto Dignità apporterà alla filiera del gioco online.

Di Maio contro le Lobby del Gioco d’azzardo

Intervenendo nei giorni scorso durante la discussione in Aula del disegno di conversione in legge del decreto Dignità nella seduta del 30 luglio scorso, il vicepremier pentastellato ha inoltre aggiunto che “Le lobby del gioco d’azzardo che possono contare su fondi immensi si sono opposte, hanno fatto di tutto per evitare che si arrivasse con questa norma fin qui, ma devo dire che non ci sono riuscite. In passato, quando si toccavano questi temi, improvvisamente succedeva qualcosa nelle Commissioni che inceppava e bloccava tutto e si rimandava all’infinito l’argomento, cioè non si faceva mai. Non c’è stato nessuno spiraglio in questo decreto per gli interessi delle lobby, ma solo porte aperte per gli interessi dei cittadini. Questo è sintomo di forza e di compattezza e per questo ringrazio tutti i parlamentari della maggioranza per aver tenuto duro e mantenuto fede a quanto previsto dal contratto di Governo“.

Durante la discussione in Aula il relatore di maggioranza, Giulio Centemero (Lega), ha dato lettura dell’articolo 9, in materia di gioco, con le norme su divieto di pubblicità, aumento del Preu, accesso agli apparecchi con tessera sanitaria, logo ‘no slot’.

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