Cronaca

Dionigi Tettamanzi è morto, ex arcivescovo di Milano

Ex arcivescovo di Milano Tettamanzi è mortoE’ morto all’età di 83 anni l’ex arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi. Il cardinale ha lasciato questo mondo, dopo una lunga malattia, nella Villa del Sacro Cuore, a Triuggio. Soggiornava in tale struttura dalla fine del mandato a Milano, ovvero dal momento in cui aveva passato il testimone ad Angelo Scola. A diffondere la triste notizia, che addolora la Chiesa cattolica e tutti i credenti, è stata l’Arcidiocesi di Milano. Vicino al religioso, nel momento della dipartita, c’erano i parenti e Marina, la sua assistente, colei che non lo lasciava mai solo. Un punto fermo nella sua attività pastorale e nella sua vita privata. Angelo Scola e il nuovo arcivescovo di Milano, Mario Delpini, avevano dichiarato proprio ieri che le condizioni di salute di Tettamanzi erano peggiorate e per questo avevano esortato i fedeli a dedicargli qualche preghiera. Alla fine le preghiere ci sono state ma non è arrivata la guarigione dell’ex arcivescovo di Milano.

Milano ha sempre amato Dionigi Tettamanzi

Dionigi Tettamanzi, classe 1934, si è spento a pochi chilometri da Milano, una città che ha sempre amato e che lo ha sempre amato. I milanesi non potranno mai dimenticare l’arcivescovo che agiva da parroco. Tettamanzi si era sempre distinto per la sua estrema semplicità e per la voglia di difendere gli ultimi e i deboli. Le sue azioni e le sue iniziative vennero spesso demonizzate anche da molti politici. Un religioso più unico che raro, un arcivescovo che non si è mai sentito arcivescovo ma pastore, strumento per rendere felici gli indigenti e i soggetti borderline. L’83enne aveva celebrato la sua ultima messa alla fine dell’anno scorso, poi aveva iniziato ad accusare malori. Tettamanzi si sentiva stanco a causa della sua grave patologia, una di quelle che non perdona. L’ultima volta in cui l’ex arcivescovo si è fatto vedere in pubblico risale allo scorso 25 marzo 2017, in occasione della visita a Milano di Papa Francesco. In quell’occasione il cardinale chiese di essere portato al Duomo per incontrare il Pontefice. I due si erano abbracciati.

Buon pastore e grande teologo

Il soggiorno nella bella villa di Triuggio non era stato sempre sereno. Quella brutta malattia aveva spesso rovinato intere giornate al cardinale. La sua perpetua, Marina, aveva sempre cercato di assisterlo, di fargli sentire meno dolore, sia fisico che morale. Dionigi Tettamanzi, infatti, avrebbe voluto ancora far sentire la sua voce in questo mondo, aveva voluto ancora sostenere chi vive ai margini della società. Oltre ad essere un grande pastore, l’ex arcivescovo di Milano era anche un eccellente teologo: si interessò principalmente di bioetica e morale familiare. Tutti in Vaticano apprezzavano le qualità di Dionigi Tettamanzi, che prima di diventare arcivescovo di Milano, ricoprì l’incarico di arcivescovo di Ancona-Osimo e di Genova. Incarichi importanti che servirono al presule a raggiungere i suoi scopi, anzi il suo scopo principale: aiutare il prossimo.

Tra le azioni più eclatanti di Tettamanzi, che fecero anche indignare molti politici, fu la creazione, nel 2008, del Fondo famiglia lavoro, in cui versò inizialmente un milione di euro (denaro suo, ndr) per sostenere le famiglie delle persone senza lavoro. Povertà e disoccupazione, del resto, furono sempre tra le prime preoccupazioni dell’ex arcivescovo di Milano.

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