Dipendente Ikea separata con bimbo disabile, licenziata

By | 29 novembre 2017

Vicenda incredibile oggi che vede protagonista la famosa azienda svedese, specializzata nella vendita di arredamento e soluzioni per la casa, perché una dipendente Ikea separata con bimbo disabile è stata licenziata!
Una misura attuta, in quanto per lʼazienda “è venuto meno il reciproco rapporto di fiducia”.
Al momento, i colleghi si sono adoperati per uno sciopero di solidarietà, mentre Ikea Italia ha fatto sapere che analizzerà il fatto, per chiarire

le dinamiche! Tutti i dettagli del caso …

Il licenziamento

Marica Ricutti, di 39 anni, da 17 anni lavora nello stabilimento Ikea di Corsico, nella provincia di Milano, dal quale è stata però licenziata in tronco, con la motivazione formale che: “E’ venuto meno il reciproco rapporto di fiducia” dato che in due occasioni la dipendente, non ha rispettato gli orari di lavoro.
Sta di fatto però, che la 39enne aveva più volte avvisato i datori di lavoro, di non poter prendere servizio alle 7:00 di mattina, perchè separata e con due figli piccoli, uno dei quali disabile. Come dalle parole di Marica Ricutti a “La Repubblica”: “Mi sono sempre adattata a tutte le richieste” e precisa “ho detto di sì anche all’ultima, per cui mi hanno chiesto di cambiare reparto” e sottolinea “Ho detto sì, ma ho chiesto che mi si venisse incontro per gli orari: ho due bimbi, uno di 10 e uno di 5 anni, il più piccolo è disabile”.
Ora gli altri dipendenti di Ikea, hanno indetto una serie di scioperi per solidarietà verso Marica.
Non da meno, Marco Beretta della Cgil di Milano ha annunciato una mobilitazione, come dalle sue parole: “In questi anni Ikea ha cambiato pelle e questo episodio è un chiaro messaggio rivolto ai lavoratori: vogliono far capire che decidono loro, a prescindere dai problemi di ognuno! Organizzeremo raccolte firme, presidi e volantinaggi”.

La vicenda

Marica Ricutti ha lavorato per anni al bistrot dell’Ikea al piano terra, poi le è stato chiesto di trasferirsi al ristorante al primo piano. La donna ha subito accettato, ma ha anche avvisato che per esigenze famigliari non sarebbe stata in grado di coprire il turno che iniziava alle 7:00 di mattina, previsto tra gli orari di lavoro.
Al bistrot infatti, Marica iniziava a lavorare dopo le ore 9:00 e quanto al nuovo lavoro, Marica racconta: “All’inizio mi hanno detto di sì, che non ci sarebbero stati problemi. Poi le cose sono cambiate”.
Infatti, le sue richieste di flessibilità per il primo turno, sono state più volte girate da una persona all’altra, finché Marica si è stancata e ha scelto di fare gli orari che faceva nel vecchio lavoro.

Il licenziamento di Marica

Non è passato molto tempo che Marica è stata sollevata dall’incarico: proprio lei che usufruiva della legge 104, che tutela l’assistenza, l’integrazione sociale ed i diritti delle persone disabili.
Ma per l’azienda era: “venuto meno il rapporto di fiducia in due occasioni in cui la dipendente si sarebbe presentata al lavoro in orari diversi da quelli previsti” vale a dire “una volta due ore in anticipo, l’altra due ore in ritardo”.
Al momento, Ikea non ha espresso commenti sull’accaduto, ma ha fatto sapere che “in merito alla vicenda di Marica Ricutti, Ikea Italia sta già svolgendo tutti gli approfondimenti utili a chiarire tutti i fatti”.
L’azienda infatti “vuole valutare al meglio tutti i particolari e le dinamiche relative alla lavoratrice in questione e solo dopo aver completato un’analisi completa, commenterà le decisioni prese e le ragioni che ne sono alla base”.

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