Cronaca

Disabile esclusa dalla cena di classe via WhatsApp: bullismo?

Parma, studentessa sulla sedia a rotelle esclusa dalla festa di classeLa studentessa di una scuola superiore di Parma è stata esclusa dalla cena di classe, con un messaggio su WhatsApp. Agghiacciante la ragione dell’esclusione: la disabilità della giovane.  Una storia allarmante quella avvenuta a Parma che merita accertamenti accurati. Con un semplice messaggio inviato con la celebre app di instant messaging, la studentessa costretta a vivere su una sedia a rotelle è stata liquidata dalle compagne di classe. I genitori della ragazzina ritengono che si tratti un caso di bullismo e, per questo, lo hanno già denunciato alla Polizia postale e al Provveditore.

Il bieco messaggio su WhatsApp

Il primo tabloid a riportare l’inquietante vicenda è stata la Gazzetta di Parma. I genitori avevano letto il seguente messaggio su una chat WhatsApp: ‘E’ nostra intenzione fare una cena di classe, anche magari per parlare di altro, invece che di scuola, e preferiremmo che non ci siano i genitori, ma dal momento in cui deve essere presente una figura per te, non vorremmo che tu venissi. Da tutta la classe’. Parole che testimoniano un cinismo tremendo di persone giovani. La studentessa 16enne aveva cercato di replicare sottolineando di essere una persona come tutte le altre, che esce autonomamente con la sua sedia a rotelle elettriche. Le compagne di classe, però, hanno fatto di tutto per escluderla dal party, affermando, ad esempio, che si doveva camminare tanto.

Quei messaggi, letti sullo smartphone della figlia, sono stati come lame affilate per due genitori di Parma che, senza perdere tempo, hanno sporto denuncia alla Polizia postale e al Provveditore. Secondo loro, la figlia è stata ‘bullizzata’ dalle compagne di scuola. L’istituto scolastico, tuttavia, ha precisato che non è possibile procedere per stalking, bullismo o atti persecutori perché l’atteggiamento di quelle ragazzine non è ripetuto. Si sarebbe trattato, insomma, di un episodio isolato. Mah… Nella lettera inviata al provveditore Bocedi, il padre e la madre della studentessa disabile hanno scritto: ‘E’ necessario che quelle ragazze siano recuperate, rese consapevoli dell’accaduto. Non è un caso personale, è un caso sociale’. I genitori della ragazza invalida non vogliono assolutamente che quelle ragazzine continuino a comportarsi in tal mondo.

Studentessa vittima dell’insensibilità delle coetanee

Un altro presunto caso di bullismo su un disabile. Una studentessa di Parma è rimasta vittima di una spietatezza assurda e gratuita. Le compagne l’hanno fatto fuori dalla festa perché disabile e necessitante dell’assistenza dei genitori. Una vera vergogna. Il presunto caso di bullismo che si è registrato a Parma non è certamente connotato da violenze fisiche ma quelle psicologiche sono imponenti. Qualche mese fa aveva suscitato grande indignazione il caso di un disabile di Chieti aggredito in bagno da due coetanei che, non contenti, avevano ripreso gli abusi con un cellulare. Al povero disabile era stata gettata acqua in testa. I bulli, inoltre, lo avevano intimorito con un accendino. Era stata l’insegnante di sostegno ad accorgersi di tutto e a porre fine alle angherie, segnalando subito la vicenda alla preside. Il ragazzino bullizzato era stato subito trasportato in ospedale dagli operatori del 118.

E’ necessario che i bulli vengano aiutati dagli insegnanti, dagli psicologi e, soprattutto dai genitori. Perché, non dimentichiamolo mai, è la famiglia il primo modello e punto di riferimento dei bimbi e ragazzi; quindi, i genitori devono porsi più di una domanda se i figli si comportano in maniera aggressiva nei confronti dei coetanei.

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