Cronaca

Disastro Ferroviario In Puglia, La Colpa Risiede Nel Blocco Telefonico?

Incredibile da immaginare, eppure, nel 2016, il sistema automatico per la circolazione dei treni non vige in tutta Italia. Anzi, in Puglia, pare ancora frequente l’utilizzo del cosiddetto “blocco telefonico” per autorizzare fisicamente la partenza dei treni. Un sistema antiquato, datato anni ’50 che, tuttavia, continua ad essere presente nei tratti più pericolosi, sui famosi binari unici su cui può circolare un unico convoglio. In pratica, col blocco telefonico, le stazioni devono comunicare ai macchinisti il noto lasciapassare. Da una stazione all’altra deve scattare un via libera per far partire i treni. Uno parte; l’altro aspetta. Eppure, stamattina, nel tratto di binario unico tra Andria e Corato, in Puglia, qualcosa ha fallito nella comunicazione primaria. Un ordine interpretato male? Un ordine non dato?

Al vaglio degli inquirenti, al momento, proprio le conversazioni telefoniche tra le stazioni, al fine di interpretare le cause di un grave disastro, ormai tragicamente compiutosi. Uno dei due treni non sarebbe dovuto essere in quel punto del binario; su quella curva, a 100 km/h. Un impatto devastante che ha provocato una scia di sangue e detriti allarmante. Al momento sono 50 i feriti e 27 i morti accertati tra i quali uno dei due macchinisti. Trovata e sequestrata la scatola nera del treno proveniente da Bari, mentre pare essere andata in frantumi quella dell’altro convoglio coinvolto nello scontro.

Gli inquirenti sperano di poter comprendere la velocità del convoglio prima dello scontro e se ci sia stato o meno un tentativo di frenata. I due treni erano modelli nuovissimi, con sistemi di frenata funzionanti, ma nel tratto curvoso qualsiasi tentativo di rallentamento non sarebbe stato tempestivo. Un’esperienza incubosa per gli stessi soccorritori, rimasti particolarmente provati dalla vicenda e dallo spettacolo raccapricciante a cui hanno assistito non appena hanno messo piede sul luogo del disastro. Tra le lamiere i corpi di tanti studenti che, probabilmente, hanno pagato le colpe di un’Italia ancora arretrata nei campi in cui invece si richiede una maggiore sicurezza, attenzione e l’implementazione delle nuove tecnologie.

 

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