Diventa donna per andare in pensione prima: da Sergio a Sergia

By | 23 marzo 2018

pensione-genere-sergio-argentinaCosa non si fa per andare in pensione prima. Ha suscitato scalpore il caso di un funzionario delle tasse argentino che è diventato donna per andare in pensione prima. Pur di lasciare il proprio lavoro 5 anni prima del dovuto, il 59enne argentino ha modificato una sola lettera del suo nome: Sergio, dunque, è diventato Sergia. C’è stato un cambiamento legale del genere, da maschio a femmina. Sergio, secondo il sito InformaSalta, è riuscito a mutare il genere senza subire un intervento chirurgico. In Argentina le donne vanno in pensione a 60 anni; gli uomini invece devono compiere 65 anni.

Argentina è un esempio

Matias Assennato, capo del registro civile della provincia di Salta, ha dichiarato: ‘Questo è un chiaro caso di uso improprio dei diritti di pensione e della legge sull’identità di genere’. Sergio non si è sottoposto a nessuna operazione ma è riuscito a modificare il suo genere per scopi pensionistici. Non voleva lavorare altri 5 anni e per aggirare la normativa ha optato per il cambio di genere. Anche se il 59enne resta un uomo a tutti gli effetti, d’ora in poi per lo Stato è Sergia. Se poi Sergio fosse voluto diventare donna a tutti gli effetti, quindi non solo dal punto di vista legale ma anche fisiologico, non avrebbe avuto problemi perché l’Argentina è uno dei Paesi al mondo più aperti in tal senso. Sei anni fa, gli attivisti per i diritti dei transgender affermarono che l’Argentina è un esempio perché concede a chiunque il diritto di cambiare la propria identità di genere, sia legale che fisica, senza doversi sottoporre a iter medici, psichiatrici e giudiziari snervanti. La legge sull’identità di genere, approvata dal Parlamento argentino 6 anni fa, era stata solo l’ultima di una serie di mosse coraggiose del Governo su questioni sociali, come la legalizzazione delle nozze gay. ‘Questi cambiamenti riguardano principalmente i gruppi minoritari, ma sono fondamentali per una società democratica che è ancora scossa dal paternalismo della Chiesa cattolica romana e dalle violazioni dei diritti umani della dittatura del 1976-1983’ aveva detto Assennato.

Svolta epocale

Docenti, studiosi e attivisti che hanno piena conoscenza delle consuetudini e della legislazione sull’identità di genere in tutto il mondo avevano affermato che nessun’altra nazione è mai arrivata così lontano da prendere in considerazione l’autodeterminazione di genere. In Europa e negli Usa i transgender che vogliono sottoporsi a esami di salute mentale e fisica devono vedersela con molti ostacoli prima di sottoporsi a trattamenti per il cambio di genere. ‘La legislazione argentina è stata la prima al mondo che ha conferito ai cittadini il diritto di cambiare il loro genere legale senza prima mutare i loro corpi. Il fatto che non ci siano requisiti medici – nessun intervento chirurgico, nessun trattamento ormonale e nessuna diagnosi – è un vero punto di svolta e completamente unico al mondo. Sono anni luce avanti alla stragrande maggioranza dei Paesi, compresi gli Stati Uniti, e anche in anticipo rispetto ai Paesi più avanzati’, ha detto Justus Eisfeld, co-direttore di Global Action for Trans Equality, a New York. E se lo dice Eisfeld, che ha studiato le leggi di 47 nazioni per la commissione sui diritti umani del Consiglio d’Europa, bisogna crederci.

Venticinque anni fa Marcela Romero, nata uomo, riuscì a sottoporsi a un intervento per cambiare sesso ma dovette passare 10 anni nelle aule dei tribunali argentini prima che un giudice intimasse al registro civile di consegnarle una nuova carta d’identità in cui fosse menzionato il genere femminile. Marcela disse all’Associated Press: ‘E’ qualcosa di umiliante… molti di noi hanno dovuto sostenere test psichiatrici e fisici. Con questa legge non dovremo più passare tutto questo’. La Romero, 48 anni, ha rivelato di aver conosciuto una quarantina di persone che hanno dovuto attendere l’autorizzazione dei giudici per sottoporsi all’intervento mirato al cambiamento di genere, tra cui molte ancora in lista d’attesa. ‘La legge dovrebbe aiutarli a ottenere il trattamento di cui hanno bisogno’, ha detto Marcela, che coordina l’Associazione travestiti argentini, transessuali e transgender, il cui team legale ha contribuito a stilare il testo della legge insieme a un raggruppamento di attivisti provenienti da tutto il mondo. L’obiettivo è spingere i Governi di tutto il mondo a rimuovere tutti gli ostacoli che rovinano la vita alle persone che vogliono cambiare genere.

Il peso della Chiesa cattolica

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Adesso che sono stati legalizzati il cambiamento di sesso e le nozze gay, il Governo argentino mira a far approvare riforme importanti dei codici civili e penali perché contenenti norme obsolete, risalenti ad oltre un secolo. Negli ultimi anni, le commissioni del Congresso e i responsabili di tutti i partiti stanno lavorando con la Corte Suprema argentina per svecchiare la legislazione. In Argentina, è innegabile, la Chiesa cattolica romana ha sempre avuto un ruolo determinante in sede di redazione dei suddetti codici, opponendosi a tante riforme sociali, non solo a quelle riguardanti gli omosessuali, i transgender e le lesbiche. Lafferriere, responsabile del Centro per la bioetica, la personalità e la famiglia, supportato dalla Chiesa, aveva detto che ‘i legislatori argentini stanno introducendo profondi cambiamenti nella società che non rispondono a nessuna domanda sociale e senza tener conto delle reali conseguenze. Ci siamo trovati di fronte alla legge più permissiva del mondo in questo settore. Ora, per cambiare tutti i registri civili non hai bisogno di alcuna giustificazione più di un desiderio personale, basato sulla percezione di sé di qualcuno. Non sarà facile prevedere le conseguenze’.

L’Argentina cambia, si adegua ai tempi ed elimina i tabù. Eppure la maggioranza degli argentini si professa ancora come cattolica e il cattolicesimo resta la religione ufficiale della nazione. La Carta costituzionale della nazione sudamericana, del resto, stabilisce che solo un cattolico può diventare presidente. Nonostante ciò, sempre meno argentini si recano spesso a messa e si è ridotto notevolmente il potere dei vescovi e dei sacerdoti. La Chiesa è debole rispetto al passato. Il Governo oggi la reputa più come un nemico utile che una forza in grado di influenzare tanti elettori. Molti argentini inoltre collegano la Chiesa alla giunta militare che, durante la dittatura, aveva ucciso fino a 30mila persone. Tanti anni fa, in Argentina i genitori non erano liberi di scegliere il nome dei figli, o meglio potevano scegliere solo uno dei nomi indicati in un elenco speciale, in cui primeggiavano i nomi della Bibbia e il santo di ogni giorno.

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