Don Euro, vita lussuosa alle spalle dei fedeli: hotel e incontri con oboli

By | 27 settembre 2017

Le folli spese di don Euro con i soldi dei fedeliDon Luca Morini è stato ribattezzato don Euro perché, secondo l’accusa, avrebbe usato denaro donato dai fedeli, suore e impresari per spese private, non certo per la parrocchia e la sua comunità. Il primo a parlare della condotta illecita del parroco originario di Vecchiano, in provincia di Pisa, era stato il gigolò Francesco Mangiacapra, ma le sue parole erano rimaste inascoltate. Negli ultimi giorni, Mangiacapra è tornato a parlare del comportamento ambiguo di don Euro che, a suo dire, spendeva ‘molti soldi in boutique di lusso’. Secondo il racconto del gigolò, il sacerdote è sempre stato molto munifico e amante della vita lussuosa, spendendo molti soldi nelle boutique prestigiose. Peccato che tutti quei soldi usati per condurre una vita agiata fossero stati donati dai fedeli e, addirittura, dalle suore per attività pastorali, o comunque correlate alla parrocchia. Insomma, don Euro non avrebbe solo commesso peccati ma anche reati. Adesso il religioso è accusato dalla Procura di riciclaggio, truffa, appropriazione indebita ed estorsione.

La Curia apuana sapeva ma taceva

Nel corso di una recente intervista, il gigolò Mangiacapra ha rivelato: ‘Quando ho saputo che era un prete ho raccontato tutto ala Curia apuana ma mi hanno risposto di pregare per lui come se già sapessero’. Una storia squallida, l’ennesima, che getta fango sulla Chiesa cattolica. La Procura adesso vuole vederci chiaro. Accusati, oltre a don Euro, anche Emiliano Colombi, ex sacerdote nella parrocchia di Avenza, e il vescovo Giovanni Santucci. La Procura sta cercando di scoprire anche il motivo del trasferimento di 10-15mila euro dal conto corrente del vescovo a quello di don Morini.

Don Euro ricattava il vescovo Santucci

Tra le accuse che vengono rivolte a don Euro c’è anche quella di estorsione. Il prete avido avrebbe chiesto denaro anche al vescovo Santucci, ricattandolo con l’eventuale diffusione di particolari ‘scottanti’ relativi agli altri religiosi.

Don Euro Morini è finito al centro di un’indagine raccapricciante: invece di destinare i fondi alla parrocchia, e a tutte le attività ad essa connesse, li usava per se stesso: acquistava abiti firmati nelle boutique più chic e trascorreva molto tempo nelle beauty farm, come quella presso un hotel lussuoso di Gubbio. Don Luca Morini, insomma, curava più il corpo che lo spirito; dava più peso alla materialità che alla spiritualità.

Il religioso ossessionato dal denaro avrebbe truffato anche molti imprenditori, come i titolari della Sam, e le cooperative di cavatori Canalgrande e Gioia. Sul tavolo della Procura ci sono tantissimi documenti e faldoni sulle truffe e le estorsioni commesse da don Euro, un religioso spregiudicato e assetato di denaro. Don Morini chiedeva denaro a tutti: agli imprenditori e, perfino alle suore. La Procura ha scoperto che il prete aveva chiesto alle sorelle 400 euro per evitare la cancellazione di una messa in memoria delle suore defunte.

Festini e droga

Uomo spregiudicato e cinico. Don Euro, secondo la Procura, sperperava tutto il denaro che aveva tra le mani anche in festini a base di sesso e droga. Quel denaro, invece, doveva essere destinato alle famiglie disagiate, in difficoltà, e ai poveri. Poi c’è l’estorsione. Il sacerdote avrebbe estorto al vescovo, in cambio del suo silenzio sui dossier relativi a diversi religiosi, ingenti somme di denaro, una villa di 200.000 euro e addirittura una collaboratrice domestica. Questa, ovviamente, era pagata dal vescovo Santucci.

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