Il dramma dei pescatori nordcoreani che muoiono in Giappone

By | 27 novembre 2017

Ancora pescatori nordcoreani che muoiono nelle acque giapponesi. La Guardia costiera nipponica ha comunicato, di recente, il ritrovamento di 10 cadaveri presso la costa nord-occidentale del Giappone, dinanzi alla Corea del Nord. I corpi esanimi, alcuni in avanzato stato di decomposizione, si trovavano sulle barche di legno malridotte e nelle vicinanze. Due cadaveri sono stati scoperti sulla spiaggia di un’isola antistante a Niigata. Le salme erano vicine a un’imbarcazione di legno, forse nordcoreana.

La voglia di arrivare in Giappone

Le autorità giapponesi non sono stati in grado di identificare i corpi, anche perché erano in avanzato stato di decomposizione, ma è altamente probabile fossero pescatori provenienti dalla Corea del Nord.

Sulle barche sono stati scoperti molti indizi sulla nazionalità delle vittime. Scritte sui giubbotti che fanno pensare alla Corea del Nord e pacchetti di sigarette nordcoreane. Anche le scritte sulla prua delle barche sono in nordcoreano.

In una barca di legno pericolante sono stati trovati 8 cadaveri. Tale scoperta è stata fatta invece nella prefettura di Akita. Il natante non era riuscito a lambire la costa a causa del mare agitato.

Il fenomeno dei pescherecci nordcoreani nel Mar del Giappone

Ogni anno tantissimi pescherecci nordcoreani finiscono per incagliarsi sulle rive giapponesi. Raramente i pescatori della Corea del Nord riescono a salvarsi. Quasi sempre, su tali barche vengono ritrovati cadaveri.

Sembra che i pescatori nordcoreani vengano esortati dalle autorità della Corea del Nord a dirigersi con le loro barche, spesso ridotte male, verso il Mar del Giappone, notoriamente ricco di pesce. Dirigersi con tali imbarcazioni verso il Mar del Giappone significa però fronteggiare molte insidie.

I pescatori nordcoreani che riescono ad arrivare sani e salvi in Giappone possono scegliere di tornare in patria o chiedere asilo politico in Corea del Sud.

Le pescose acque tra il Giappone e la penisola coreana

Le acque tra il Giappone e la penisola coreana sono celebri perché molto pescose. Spesso, in zona, vengono avvistati bracconieri provenienti dalla Cina e dalla Corea del Nord.

Nel Nord del Giappone è ormai normale ritrovare relitti di barche nordcoreane arenate a riva. Una situazione che peggiora in inverno, a causa degli impetuosi venti.

Due anni fa, una barca di legno andò alla deriva in una zona costiera del Giappone. Furono trovati gli scheletri di due uomini: uno nella barca, l’altro nelle vicinanze.

Cadaveri spesso in avanzato stato di decomposizione

La Guardia costiera giapponese ha riferito che, nel 2017, sono stati segnalati più di una dozzina di casi di relitti in 3 prefetture settentrionali affacciate sul Mar del Giappone.

Non è semplice identificare i pescatori nordocoreani sulla barche che si arenano nelle spiagge giapponesi in quanto i cadaveri sono spesso in avanzato stato di decomposizione.

Sulle barche anche disertori

C’è chi si dirige verso il Mar del Giappone per pescare e chi per sfuggire al regime oppressivo di Kim Jong un.

Meglio sfidare il mare e condizioni meteorologiche avverse che restare in un Paese che toglie anche la dignità ai cittadini.

Tanti nordcoreani, ogni anno, rischiano la vita per scappare dallo Stato autoritario, che impedisce ai suoi cittadini di fuggire. I cadaveri ritrovati sulle rive giapponesi, quindi, appartengono anche ai disertori della Corea del Nord.

Una domanda: non si farebbe prima ad arrivare in Corea del Sud piuttosto che compiere un viaggio pericoloso?

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