Edith Scaravetti condannata: machiavellica o vittima?

By | 25 marzo 2018

edith-scaravetti-condannataIn Italia forse molti non hanno mai sentito parlare di Edith Scaravetti; in Francia, invece, è impossibile non conoscerla. La Scaravetti è diventata involontariamente l’autrice di una delle più buie pagine della cronaca nera transalpina. Edith aveva ucciso il compagno, Laurent Baca, e l’aveva nascosto nella loro soffitta. Il cadavere di Baca era stato scoperto 3 mesi dopo. Era l’agosto del 2014. La 31enne, lo scorso 23 marzo 2018, si è presentata ancora una volta davanti ai giudici e, al termine dell’udienza, è stata condannata a 3 anni di reclusione per omicidio colposo. Se fosse stata condannata per omicidio volontario avrebbe rischiato l’ergastolo.

Edith subì violenze

L’avvocato generale aveva chiesto 20 anni di reclusione per la Scaravetti, ma la giuria non ha seguito la sua requisitoria. La Corte d’assise francese ha tenuto conto delle violenze subite da Edith Scaravetti. Gli avvocati di Edith hanno rimarcato in aula che la loro assistita ha subito ‘ripetute violenze fisiche, psicologiche e sessuali per 10 anni’. Una vita difficile quella della 31enne, segnata dalla dipendenza dall’alcol e dalla rabbia verso il suo compagno, padre dei suoi 3 figli. I testimoni hanno detto ai giudici che la donna era ‘sottomessa e umiliata’.

Dopo aver ucciso il compagno con un colpo di fucile, Edith nascose il cadavere sotto un pergolato, poi nel giardino della loro casa, a Tolosa, e infine in soffitta, nascondendo la tragedia per 3 mesi. Edith aveva occultato la salma in un sarcofago di cemento. La Scaravetti aveva confessato il misfatto dopo diversi mesi di indagini. Dal novembre del 2014 la donna era in custodia.

La confessione del misfatto

Laurent Baca fece perdere misteriosamente le sue tracce ad agosto 2014; poi, a novembre, venne trovato morto. La Scaravetti confessò di aver ucciso il partner durante un’accesa discussione. Dopo diversi anni, Edith è stata condannata a 3 anni di reclusione. I francesi, e non solo, adesso si domandano se la Scaravetti sia una donna machiavellica o una vittima. Edith era terrorizzata dal compagno alcolizzato e violento oppure è una donna fredda e cinica che voleva liberarsi definitivamente del partner?

La 31enne francese è stata sempre misteriosa davanti ai giudici e agli investigatori, limitandosi a dire di aver ucciso e nascosto il padre dei suoi 3 figli perché era costantemente minacciata, offesa e picchiata. L’uomo, secondo Edith, era drogato e ubriaco. Prima della confessione, la donna aveva mentito più volte. Edith Scaravetti stava scontando l’ergastolo. Venerdì 23 marzo 2018 è stato un grande giorno per lei: i giudici hanno derubricato il reato, condannandola a 3 anni di prigione e costringendola a lasciare la struttura di detenzione dove era stata portata nel 2014. Edith trucidò il compagno con un colpo di fucile alla tempia perché voleva liberarsi di tante angherie e dolore. Voleva iniziare una nuova vita senza un uomo finito nel tunnel della dipendenza dall’alcol e dalle droghe.

Per i giudici francesi la vita segnata dalla violenza e dall’alcolismo di Baca ha avuto un peso maggiore del reato a lei addebitato. Gli avvocati della 31enne, Catala e Laurent, hanno ripetuto in aula che la loro assistita non è mai stata animata da una volontà criminale, come invece hanno sempre sostenuto i legali di Baca. La Corte ha dato ragione agli avvocati della 31enne: Edith è una vittima più che un’omicida.

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