El Salvador, condannata a 30 anni di carcere per aborto spontaneo

By | 8 luglio 2017

Evelyn condannata a 30 anni per aborto spontaneo: incinta dopo stuproUn’adolescente di El Salvador venne stuprata e restò incinta; poi intervenne l’aborto spontaneo. Ebbene, adesso, i giudici l’hanno condannata a 30 anni di reclusione. La decisione dei magistrati rappresenta l’ennesimo caso che testimonia le lacune esistenti nella giustizia del Paese dell’America centrale. La protagonista di questa triste vicenda è Evelyn Beatriz Hernandez Cruz, una 19enne che vive a Custaclan, un piccolo villaggio di El Salvador. La studentessa di una scuola superiore, l’anno scorso, si recò in bagno per dolori lancinanti allo stomaco. Stava quasi per partorire ma non sapeva di essere incinta. La ragazza era stata, nei mesi precedenti, violentata diverse volte da un membro di un clan malavitoso. In quel bagno Evelyn partorì un feto morto. Adesso i medici stanno effettuando gli accertamenti per scoprire quando è intervenuta la morte del feto: prima o dopo la nascita.

Morena Herrera: ‘Sentenza frutto di pregiudizi’

Il giudice ha punito la 19enne di El Salvador, accogliendo la richiesta del procuratore, secondo cui Evelyn non avrebbe fatto nulla per curare il bebè che aveva nel ventre e, una volta in bagno, avrebbe tentato di disfarsene gettandolo nel water. La Hernandez Cruz, secondo la pubblica accusa, non voleva proprio il figlio che aveva in pancia e quindi lo ha ucciso. Il magistrato, inoltre, ritiene che la giovane è stata aiutata dalla madre della 19enne, che potrebbe essere responsabile penalmente. Morena Herrera, attivista di un gruppo che lotta per la depenalizzazione dell’aborto, ha detto che la sentenza non è altro che il frutto dei pregiudizi del giudice e del procuratore. La Herrera, senza circonlocuzioni, ha dichiarato che la giustizia di El Salvador è alquanto fumosa: ‘La sentenza che condanna Evelyn a 30 anni di reclusione dimostra come, a El Salvador, la giustizia venga applicata senza prove certe, senza prove sufficienti e tali da verificare cosa ha veramente fatto una donna’.

El Salvador, dove l’aborto è vietato sempre e comunque

El Salvador è una delle poche nazioni al mondo dove l’aborto è vietato sempre e comunque, in ogni circostanza. Tantissime donne sono finite in galera a causa dell’interruzione volontaria o spontanea della gravidanza, spesso dopo gravi problemi di saluti dovuti proprio all’aborto. Il legislatore di El Salvador configurò l’aborto come un crimine 20 anni fa, dopo una campagna politica sostenuta da gruppi potenti e vicini alla Chiesa Cattolica. Si è spesso sperato, in tale nazione, nell’approvazione di deroghe alla rigida normativa sull’aborto, come nel caso in cui la donna rimanga incinta a seguito di uno stupro o la sua vita sia in pericolo. Il Parlamento sta discutendo in merito ma finora non è stato ancora adottato alcun provvedimento.

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La giovane Evelyn, davanti ai giudici, ha detto di aver realizzato di essere incinta e in procinto di partorire solo quando avvertì forti dolori addominali e la madre la portò in ospedale. L’avvocato della 19enne ha bollato la sentenza come ‘illegale’ e ‘ingiusta’. La Hernandez Cruz è stata ammanettata dalla Polizia poco dopo aver partorito il feto morto. La ragazza ha passato diversi giorni su un letto d’ospedale con le manette. Una condizione triste anche perché la puerpera era anemica e aveva un’infezione del tratto urinario.

Le parole del legale di Evelyn lasciano senza dubbio riflettere: ‘La decisione del giudice non riflette le prove presentate in tribunale. E’ una decisione basata sulla morale, non sulla legge o sulla giustizia’.

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