Cronaca

Esplode palazzina nel Milanese, ipotesi fuga di gas

esplosione-palazzina-rescaldinaTragico risveglio a Rescaldina, cittadina in provincia di Milano, dove una palazzina in via Brianza è scoppiata improvvisamente. Si è udito un fragore assordante, poi il palazzo si è sgretolato. Secondo le prime informazioni, l’intera palazzina di 3 piani, dove vivono circa una ventina di persone, si è frantumato in un attimo. Sembrano che non ci siano vittime. Diversi bimbi hanno riportato ustioni e lesioni ma non sono in pericolo di vita. I soccorritori hanno estratto dalle macerie 3 persone; adesso stanno cercando di salvarne altre due. La deflagrazione è avvenuta alle 7.38.

Si scava tra le macerie

Vigili del fuoco e carabinieri stanno scavando tra le macerie per salvare le persone sotto i detriti. Un inizio di giornata terrificante a Rescaldina. Tante famiglie si sono ritrovate sotto le macerie. Tanta paura. Le persone trasportate al Pronto soccorso non sarebbero in gravi condizioni. Tutti al lavoro. Carabinieri, pompieri e operatori del 118 lavorano senza soste per estrarre tutti i soggetti travolti dai detriti. La palazzina crollata è ubicata tra viale Brianza e viale Kennedy. Al momento dell’esplosione, forse dovuta a una fuga di gas, nell’edificio c’erano molte persone.

Sul web sono già state diffuse le foto della palazzina dilaniata. Sebbene l’ipotesi più accreditata sia quella della fuga di gas, carabinieri e vigili del fuoco stanno svolgendo indagini accurate per verificare il motivo del potente scoppio. L’incidente si è verificato una decina di giorni dopo la tragedia a Catania, dove era esploso un appartamento nel centro storico. Una deflagrazione che era costata la vita a due vigili del fuoco e un inquilino che, in precedenza, aveva segnalato ai pompieri una fuga di gas. L’uomo, però, all’arrivo dei vigili del fuoco non aveva aperto la porta.

Catania, fuga di gas ed esplosione di un appartamento

A Catania, a differenza della deflagrazione delle ultime ore nel Milanese, l’incidente era costato la vita a diverse persone, tra cui due vigili del fuoco. Alcuni pompieri, inoltre, erano stati trasportati all’ospedale in gravi condizioni. I vigili del fuoco deceduti mentre cercavano di salvare le persone nell’appartamento in via Garibaldi si chiamavano Giorgio Grammatico e Dario Ambiamonte. Il 70enne Giuseppe Longo invece era la terza vittima. Viveva in affitto nell’appartamento. I pompieri erano stati investiti dalla potente esplosione mentre si avvicinavano alla porta. Due di essi erano morti sul colpo, altri due invece erano stati trasferiti d’urgenza all’ospedale Garibaldi di Catania. Il vigile del fuoco illeso era rimasto scioccato.

Qualcuno, dopo l’esplosione dell’appartamento, a Catania, aveva detto che i pompieri avevano usato scorrettamente una motosega per accedere ai locali. Indiscrezione prontamente smentita dai vigili del fuoco di Catania. I soccorritori  sarebbero stati sbaragliati dalla carica esplosiva ancor prima di aprire la porta.

‘Con riferimento alle notizie apparse su alcuni organi di stampa, si precisa che non emergono al momento elementi che indichino un innesco provocato dall’esterno per l’uso di attrezzature da parte dei vigili del fuoco’, recita una nota diffusa dal Comando dei vigili del fuoco di Catania. Qualcuno ha probabilmente visto qualche pompiere spostare una motosega su uno dei loro mezzi, credendo che l’avrebbe utilizzata. La tragedia di Catania così come quella di Rescaldina sono state causate da una fuga di gas. Maledette fughe di gas.

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