Esplode palazzo a Crotone: due morti, bimba grave

By | 8 maggio 2018

Crotone, palazzo esplode: due mortiIeri sera, verso le 22, un edificio è esploso a Crotone per cause ancora ignote. Una potente deflagrazione è stata udita da tutti i residenti del quartiere di Lampanaro, periferia sud del capoluogo calabrese. Carabinieri e Polizia stanno cercando di scoprire i motivi dell’esplosione. Il bilancio è di due morti, un uomo e una donna. Una bimba di 4 anni invece è stata trasportata in gravi condizioni all’ospedale di Bari.

Tre sorelline nel palazzo

Rita Murgeri, 55 anni, e il compagno Saverio Romano, 43 anni, hanno perso la vita per un’esplosione avvenuta ieri sera. Nella palazzina c’erano anche tre sorelline di 4, 7 e 10 anni e i loro genitori. La bimba di 4 anni versa in gravi condizioni all’ospedale di Bari; le altre due invece sono state trasportate al nosocomio di Crotone. Le loro condizioni non destano preoccupazioni.

Sul luogo dell’esplosione, oltre alle forze dell’ordine e agli uomini della Scientifica, sono arrivati anche il Questore Claudio Sanfilippo e il pm Alessandro Riello. Ovviamente non sono mancati gli operatori del 118, che però non hanno potuto salvare la Murgeri e Romano.

I vigili del fuoco, nei prossimi giorni, dovranno valutare la staticità della palazzina, che comunque non è crollata. L’onda d’urto però avrebbe lesionato tutte le pareti dell’appartamento.

Bombola del gas difettosa?

Perché a Crotone è scoppiato un edificio? Gli investigatori non escludono attualmente nessuna ipotesi, compresa quella della bombola del gas difettosa. Un’esplosione forte che è costata la vita a una coppia. Adesso una bimba di 4 anni lotta tra vita e la morte. La botta è stata udita a centinaia di metri di distanza.

L’appartamento in cui si è verificata l’esplosione è al quarto piano. Immediato, ieri sera, l’intervento dei vigili del fuoco. La bimba del 4 anni avrebbe ustioni su tutto il corpo e diversi arti fratturati.

L’esplosione a Rescaldina

Era stata probabilmente una fuga di gas, invece, a causare l’esplosione di un palazzo a Rescaldina, in provincia di Milano, lo scorso marzo. Anche quella di Rescaldina era stata una deflagrazione potente. Quattro bimbi erano stati salvati dai vigili del fuoco e uno di loro aveva lottato tra la vita e la morte nell’ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino. Estratti dalle macerie e trasportati immediatamente al Niguarda anche due coniugi.

Il sindaco di Rescaldina, Michele Cattaneo, dopo la deflagrazione aveva subito espresso la sua preoccupazione per gli sfollati: ‘In totale all’interno di quello stabile, composto da 12 appartamenti, vivono 27 persone, divisi in vari nuclei famigliari. Al momento sono tutti sfollati perché anche la parte della casa rimasta in piedi è inagibile e lo sarà probabilmente per qualche tempo, prima che vengano effettuate tutte le verifiche di stabilità e che vengano terminate le operazioni di messa in sicurezza della parte crollata’.

A Rescaldina erano rimaste coinvolte nell’esplosione 3 famiglie perché alcuni appartamenti erano vuoti. Alcune persone si erano fatte ospitare da parenti e amici, altre in alloggi temporanei messi a disposizione dall’amministrazione comunale. Una persona che si trovava nella porzione del palazzo non crollata aveva raccontato: ‘Ho sentito un grande botto e sono scappata con il mio compagno, e solo una volta fuori ho visto che era crollato mezzo condominio’.

Dopo oltre un mese dall’esplosione a Rescaldina, una tragica deflagrazione si è verificata a Crotone. Un botto così forte da uccidere Rita e Saverio.

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