Esplosione nella raffineria di Sannazzaro: fiamme, fumo e tanta paura

By | 2 dicembre 2016

Prima l’esplosione e poi le fiamme alla raffineria Eni di Sannazzaro de’ Burgondi, in provincia di Pavia. Il rogo è scoppiato verso le 16 nell’isola 7 della raffineria. Secondo le ultime informazioni nessuno sarebbe rimasto ferito ma gli operai sono stati costretti a scendere nel bunker dell’impianto. Il Comune ha raccomandato ai cittadini di non uscire di casa e, se possibile, ripararsi in un luogo chiuso nelle vicinanze.

Il Comune rassicura la popolazione

E’ panico a Sannazzaro de’ Burgondi per le fiamme che si sono sprigionate nella raffineria Eni a causa di un’esplosione. Il Comune ha rasserenato la popolazione affermando che attualmente non si corre nessun pericolo. Fatto sta che molte strade sono state chiuse. I carabinieri monitorano la zona assieme ai vigili del fuoco e al personale della Protezione civile, alla Polizia locale e all’Ats. Oggi pomeriggio una colonna di fumo gigantesca si è levata nel cielo. L’hanno potuta scrutare anche coloro che vivono a molti chilometri di distanza.

Non è la prima volta che si verifica un’esplosione all’impianto Eni di Sannazzaro; anche 4 anni fa si registrò un episodio simile. In verità tanti incidenti, nella raffineria del Pavese, sono avvenuti anche negli ultimi tempi. Un operaio 30enne, dopo un’esplosione all’isola 6, venne portato in ospedale con l’elicottero: i medici gli riscontrarono ustioni di secondo grado agli arti. Qualche giorno dopo, un po’ di zolfo fuso (temperatura di circa 130°C) finì sul piede di un altro operaio. Anche questo venne portato subito in ospedale. I 2 fatti fecero irritare non poco i sindacati. Cgil, Cisl e Uil avevano ribadito al necessità di ‘rinfoltire’ l’organico nella raffineria per evitare rischi ed episodi sgradevoli.

Esplosione nell’impianto del Progetto EST

Pare che l’esplosione di ieri, 1 dicembre 2016, si sia verificata in uno degli impianti del Progetto EST, ovvero un progetto che si basa su un grande uso dell’idrogeno. Per fortuna, l’esplosione di ieri, come quella di 4 anni fa, ha provocato solo un ferito. Angelo Bonelli (Verdi) ha evidenziato che si stanno verificando troppi incidenti nelle raffinerie italiane, quindi è necessario aprire un’inchiesta a 360°. In città come Priolo, Taranto e Milazzo le deflagrazioni hanno causato pesanti danni all’ambiente.

La raffineria di Sannazzaro diventò operativa nel 1963 dietro sollecitazione di un certo Enrico Mattei.

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