Evasione ‘old style’ dal carcere di Rebibbia: 3 albanesi ricercati

By | 27 ottobre 2016

3 detenuti sono evasi, la scorsa notte, dal carcere romano di Rebibbia. Si tratta dei 3 albanesi Mikerl Hosanbelli, Basho Tesliivan e Ilir Pere. Il trio ha sfruttato l’arrivo di vari detenuti dal carcere di Camerino per darsi alla fuga. Tutto è avvenuto nel più classico dei modi, ovvero con le lenzuola. Avete capito bene, i 3 albanesi sono riusciti a fuggire da Rebibbia avvalendosi solamente di qualche lenzuolo.

Un evaso è stato condannato all’ergastolo

Il più temibile dei 3 albanesi fuggiti dal carcere di Rebibbia è il 35enne Basho Tesliivan, detto Tesi, in quando è stato condannato all’ergastolo 8 anni fa per aver ucciso 2 romeni, una donna di 22 anni e un uomo di 37. Dopo aver trucidato i 2 romeni, Tesi si rifugiò ad Amsterdam, dove venne messo in manette diversi mesi dopo. Hosanbelli è finito in prigione per sfruttamento della prostituzione, estorsione e traffico di sostanze stupefacenti. Doveva uscire dal carcere nel 2020. Il 40enne Pere, invece, deve scontare la sua pena fino al 2041: è stato condannato per tentato omicidio e traffico di droga ed armi.

Le forze dell’ordine hanno già creato posti di blocco a Roma e in tutt’Italia per trovare i 3 evasi albanesi. Non sarà facile trovare i detenuti perché sono astuti e spregiudicati. L’evasione è avvenuta alle 3.15 della scorsa notte. Il trio ha legato lenzuola blu ad alcune scope ed è riuscito a darsi alla fuga. Non è la prima volta che, negli ultimi mesi, si registra un’evasione nel carcere romano di Rebibbia. Sembra che gli albanesi abbiano coperto con alcuni vestiti il passaggio creato segando le sbarre della finestra; inoltre i controlli sono stati elusi con alcuni manichini posti nei letti.

Gli albanesi fuggitivi avevano probabilmente pianificato da tempo la fuga e l’arrivo dei detenuti di Camerino li ha agevolati. L’episodio ha fatto indignare ancora una volta i sindacati di Polizia penitenziaria, secondo cui nelle carceri italiane ci sono pochi agenti; inoltre i sistemi di sorveglianza sarebbero carenti. Massimo Costantino, segretario generale aggiunto dell’Fns Cisl Lazio, ha affermato che bisogna stanziare fondi per aumentare il numero degli agenti nei penitenziari italiani e la sicurezza.

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