Misteri

Ex marine dichiara di essere stato inviato su Marte per proteggere l’umanità

Su Marte per 17 anni con la missione di difendere gli uomini

marte
Un ex Marine degli Stati Uniti ha dichiarato, senza batter ciglio, di aver trascorso nientemeno che 17 anni della sua carriera militare in stanza sul pianeta rosso, Marte.
Perché una storia tanto strana?
L’ex soldato di fanteria navale, che usa lo pseudonimo di Capitano Kaye, dice che è stato inviato sul pianeta rosso per proteggere le cinque colonie umane da forme di vita marziane indigene. Ma chi e quando avrebbe istituito addirittura 5 colonie su Marte e con quale scopo? Creare una comunità stabile e colonizzare piano piano l’intero pianeta in previsione di un collasso del nostro sistema mondiale?
E da quando in qua Marte sarebbe abitato da popolazioni indigene?
Egli inoltre sostiene di aver poi trascorso quasi tre anni di servizio come equipaggio di una flotta spaziale segreta, gestito da un’organizzazione multinazionale chiamata Earth Defense Force, che recluta il personale militare da diversi paesi tra cui Stati Uniti, Russia e Cina. Molti degli stati rivali si sarebbero uniti secondo l’ex marine su Marte per difendere la causa comune.
In un’altra testimonianza rilasciata a ExoNews TV, il capitan Kaye ha detto che è stato addestrato a pilotare tre diversi tipi di velivoli da combattenti spaziali e tre bombardieri.
Ha aggiunto che il suo particolare addestramento è avvenuto su di una base lunare segreta chiamata “Lunar Command Operations“, ma attenzione non si tratta della nostra luna, ma di uno dei satelliti di Saturno, Titano, e sostiene inoltre che altre basi si troverebbero nello spazio profondo.
Il capitano Kaye dice di essersi ritirato dopo 20 anni di onorato servizio tra satelliti e pianeti. La sua cerimonia di pensionamento è stata celebrata sulla luna che egli sostiene presieduta da vip, tra cui l’ex segretario alla Difesa Donald Rumsfeld.
Ci si pone interrogativi seri, non tanto circa la veridicità delle affermazioni dell’ex marine, quanto sulle sue condizioni di salute mentale. E ci si chiede perché i media internazionali si mostrino tanto interessati a quelle che sembrano le divagazioni di un uomo in cerca soltanto di notorietà (a voler essere magnanimi), a meno che non siano il frutto della mente di un uomo che, avendo visto gli orrori della guerra, ha preferite reinventarsi la propria realtà piuttosto che dover affrontare i traumi sofferti.

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