Fabrizio Moro: il talento e l’umanità di un cantautore romano

By | 19 febbraio 2018

Fabrizio-Moro-cantautore-passato-famaSi è detto tanto di Fabrizio Moro negli ultimi tempi. Se ne parlerà ancora. E non solo perché ha vinto l’ultima edizione del Festival di Sanremo insieme ad Ermal Meta con la canzone ‘Non mi avete fatto niente’. Fabrizio è innanzitutto un uomo con un cuore grandissimo, umile, che non rinnega le origini, che non ‘infanga’ il posto dove è nato e vissuto: San Basilio (quartiere periferico di Roma). Seguo Fabrizio da tanti anni ed ho assistito a tanti suoi concerti. Non ero mai riuscito ad incontrarlo, a dirgli ‘ciao’, a stringergli la mano. Ebbene, ultimamente, è successo. Mi trovavo a Roma, alla Discoteca Laziale. Io, mia moglie e i miei due bimbi (Diego e Gaia) ci siamo decisi: ‘Andiamo al firmacopie di Fabrizio’.

Il successo del firmacopie di Fabrizio Moro alla Discoteca Laziale

C’erano tante persone a Roma, giovani e adulti, in fila per vedere Fabrizio Moro. L’artista stava firmando le copie del suo ultimo disco. Un’occasione imperdibile per i fan romani e non. Dopo un po’ di fila è arrivato il nostro momento. Fabrizio, sorridente e cortese, mi ha stretto la mano, chiedendomi il nome dei miei due figli. ‘Diego e Gaia’, abbiamo risposto io e mia moglie. Lui, allora, ha apposto la sua firma sull’album, corredata dalla dicitura ‘W la libertà’. Fabrizio ha dedicato la copia ai miei due figli. Un’emozione unica.

Fabrizio riconosce i suoi errori

Quando una persona si è espone, inevitabilmente viene raggiunta da critiche, più o meno pungenti. Ne ho sentite tante anche su Fabrizio Moro. Qualcuno detesta il suo passato, le sue esperienze ed altro. Quello che mi fa irritare è l’attacco gratuito e privo di fondamento di certe persone. Il calibro di un artista non si vede certamente dal luogo di nascita: un cantante nato e cresciuto a San Basilio non vale certamente meno di uno originario di Parioli, o no?

Fabrizio Moro ha vissuto, ha sbagliato, si è rialzato ed ha fatto tesoro dei suoi errori. Fabrizio ha ammesso più volte i suoi errori, le sue debolezze giovanili, come la dipendenza dalle sostanze stupefacenti. Nel corso di una recente intervista a DiPiù, ad esempio, ha detto: ‘Per anni ho abusato di alcol e droghe. Ho iniziato a 18 anni: con gli amici andavo in discoteca e prendevo pasticche, tipo l’ecstasy, per sballare. E l’alcol scorreva a fiumi. Poi a 27 anni ho smesso. Io sono un vigliacco, ho il terrore della morto. A un certo punto ho iniziato a stare male, mi sentivo debole. Sono andato a fare le analisi del sangue. E i risultati mi hanno spaventato. Quando ho capito che dovevo disintossicarmi, un altro disagio è arrivato: la paura di ammalarmi ha iniziato a condizionarmi. Ero ipocondriaco: non uscivo più di casa se non ero sicuro di andare in un luogo con vicino un ospedale. E pure con le donne avevo problemi. Per paura delle malattie, non volevo più fare l’amore. Ho rinunciato al sesso per un bel po”.

Ecco, Fabrizio non si vergogna di confessare le sue traversie giovanili. E’ proprio questa la differenza tra un grande uomo e chi si diverte solo a criticare senza mai riconoscere i propri errori. Moro è un artista con la ‘A’ maiuscola e la sua fama non verrà scalfita minimamente da chiacchiere leggere e inconsistenti che lasciano il tempo che trovano.

Ho salutato Fabrizio, presso Discoteca Laziale, con un ‘grazie’. Lui ha risposto: ‘Grazie a voi’.

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