Faceva prostituire la figlia 13enne nell’ovile: allevatore arrestato

By | 22 dicembre 2017

Sicilia abusi minori GibellinaUn padre orco è finito in manette in Sicilia. Una storia oscena, che potrebbe essere benissimo la trama di un film dell’orrore. Purtroppo è tutto vero, purtroppo una ragazzina di 13 anni ha sofferto veramente, è stata sottomessa dal padre-padrone. Come se nulla fosse, l’arrestato, 61 anni, faceva prostituire la figlia in un ovile. I clienti erano quasi sempre romeni. Le forze dell’ordine hanno fermato l’orco a Gibellina (Trapani) mentre guidava la sua vettura. Vicino a lui c’era la 13enne. La stava portando nell’ovile per farla prostituire, come al solito.

Allevatore accusato di sfruttamento della prostituzione

La Procura di Sciacca ha aperto un’inchiesta sugli abusi subiti dalla 13enne siciliana. Il padre orco è accusato di sfruttamento della prostituzione. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

Adesso la piccola abusata si trova in una struttura di accoglienza, lontano dal padre degenere che l’aveva obbligata a subire violenze da tanti uomini.

Un’altra squallida storia di prepotenza e abusi sui minori. Un’altra vicenda che ha avuto la Sicilia come teatro. La 13enne di Gibellina non dimenticherà mai tutti gli abusi subiti. Il padre le ha alterato l’equilibrio psicologico, le ha fatto male, molto male. Perché il 61enne si comportava così?

La bimba di 10 anni abusata ad Enna

E’ accusato di prostituzione minorile un altro siciliano, ovvero il padre della bambina di 10 anni che subiva abusi da un ottantenne. Il genitore, a quanto pare, avrebbe percepito doni e soldi dall’anziano per quegli incontri.

I carabinieri di Enna, dopo numerose indagini, avevano scoperto che il padre della bimba faceva prostituire la figlia in cambio di denaro. Il cliente era sempre lo stesso: un ottantenne del posto, ormai deceduto.

Il padre di Gibellina aveva mentito davanti ai carabinieri

Il padre orco di Gibellina, secondo le prime informazioni, avrebbe cercato di negare il rapporto di parentela con la figlia davanti ai carabinieri, in occasione di un controllo notturno.

I militari però non si erano fatti ingannare ed avevano voluto approfondire la questione, facendo poi l’orribile scoperta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.