Cronaca

Falcone riteneva che Berlusconi avesse rapporti con la mafia

Il giudice Giovanni Falcone riteneva che Silvio Berlusconi fosse, in qualche modo, collegato alla mafia. Lo documenta un foglietto ritrovato recentemente nel suo ufficio, al Palazzo di Giustizia di Palermo, che ora è un museo. Una storia inquietante, su cui bisogna assolutamente fare luce. A parlarne, durante una lunga intervista rilasciata a Repubblica, è stato Salvo Palazzolo. Un pezzo di carta molto importante perché contiene il pensiero di Giovanni Falcone sul presunta connivenza tra Silvio Berlusconi e la mafia.

Cinà in buoni rapporti con Berlusconi

Su quel foglietto, ritrovato nell’ufficio del giudice ucciso dalla mafia, c’è la grafia singolare di Giovanni Falcone. Non ci sono dubbi sul fatto che quelle parole siano del magistrato antimafia.

‘Cinà in buoni rapporti con Berlusconi. Berlusconi dà 20 milioni a Grado ed anche a Vittorio Mangano’, avrebbe scritto Falcone. Parole pesanti, parole inquietanti.

Il foglietto è stato ritrovato casualmente da Giovanni Paparcuri, uno dei collaboratori di Giovanni Falcone, che oggi, visto che è in pensione, fa da guida a tutti quelli che vogliono visitare il bunker del pool che combatteva la mafia.

Lo stupore di Paparcuri

L’altro giorno, Paparcuri stava rileggendo alcuni documenti lasciati da Falcone, che tra l’altro contengono le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Marino Mannoia, spesso usate nei processi di mafia.

Paparcuri è trasalito quando si è trovato tra le mani il foglietto in cui Falcone aveva scritto di Berlusconi e dei suoi presunti rapporti con la mafia.

Perché il giudice Falcone aveva scritto quelle parole? Forse voleva usare tale foglietto come memorandum.

Il collaboratore di Falcone, dopo aver ritrovato l’importante foglietto, si è subito messo in contatto con la Procura.

Mannoia non commenta

Nelle dichiarazioni del pentito Mannoia, comunque, non c’è mai stato nessun accenno al Cavaliere. Perché allora Falcone pensava che il leader di Forza Italia avesse rapporti con la mafia e i mafiosi?

L’inviato di Repubblica ha chiesto lumi su questa storia al pentito Mannoia, che ha risposto: ‘Non ricordo, sono ormai anziano e malato’.

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