Fedez truffato dal suo avvocato: cene e reggiseni a sua insaputa

By | 30 novembre 2017

Sarà pure bravo, ricco e famoso ma, forse, Fedez non è molto abile a riconoscere i truffatori. Sembra che il celebre rapper milanese sia rimasto vittima di una maxi truffa architettata proprio da una persona che avrebbe dovuto difenderlo e curare i suoi interessi: l’avvocato. Susanna Chiesa, ex avvocato di Fedez, è stata condannata a 7 mesi di reclusione per esercizio abusivo della professione. La donna non avrebbe fatturato all’artista solo candele, cene, scarpe e maglie, ma anche reggiseni. Beni personali, quindi non correlati al suo mestiere. Lei spendeva e Fedez pagava, insomma.

Truffa scoperta dal nuovo legale di Fedez

Tutte quelle spese, per fini personali, la Chiesa se l’era fatte rimborsare. Il nuovo avvocato di Fedez, Cristiano Magaletti, ha affermato di aver contestato a Susanna Chiesa ‘spese per 15.000 euro’.

Non solo truffatrice scelta. Pare che la Chiesa non sia neanche un avvocato abilitato. Oltre la truffa anche la beffa. Il rapper milanese, compagno di Chiara Ferragni, si sarebbe fatto imbrogliare da un soggetto che non è neanche autorizzato ad esercitare la professione di avvocato.

Fedez, truffa da 55.000 euro

La truffa perpetrata ai danni di Fedez, dal 2010 al 2013, ammonta a 55.000 euro.

Susanna Chiesa aveva detto a Fedez di essere un serio e corretto avvocato, invece non era neanche una praticante abilitata. E’ pazzesco, anche perché la donna aveva gestito per l’artista questioni  di una certa importanza.

La storia della truffa ai danni di Fedez è stata scoperta dal nuovo legale dell’artista, che aveva scoperto, nelle fatture emesse dalla Chiesa, strane e incongrue voci di spesa.

Susanna Chiesa non è neanche una praticante abilitata

Una nota recita che ‘alcune indagini, svolte sempre dal legale, hanno consentito di appurare che la dottoressa Chiesa, che si era sempre spacciata con Fedez come avvocato, tale non era affatto…’.

Una truffa bella e buona quella subita dal caro Fedez, che avrebbe pagato senza saperlo, cene, reggiseni, candele e maglioni alla truffaldina Susanna Chiesa, tra l’altro neanche abilitata ad esercitare la professione di avvocato.

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