Firenze, cadavere mummificato in casa: Daniele aveva perso il lavoro

By | 2 settembre 2017

Firenze, Morto da 3 Mesi: Scoperto Cadavere MummificatoNessuno lo aveva sentito e visto da circa 3 mesi, nessuno, neanche i fratelli e i parenti. Nessuno si era accorto che il 58enne Daniele Cerracchio Cini era morto in casa, forse per un malore improvviso. Il cadavere, quasi mummificato e in avanzato stato di decomposizione, del 58enne è stato scoperto dai carabinieri giovedì scorso. A chiamare i militari erano stati alcuni vicini, insospettiti dal forte odore proveniente da quella casa e da quel gatto emaciato che entrava e usciva dall’abitazione dell’ex magazziniere fiorentino. Una volta entrati in casa, i carabinieri si sono trovati davanti a una scena raccapricciante. Il 58enne era seduto sulla poltrona, in cucina: il corpo era pieno di morsi d’insetti e animali; l’ambiente era pervaso da un odore nauseante. I militari, coordinati dal maresciallo Giordano, hanno fatto una scoperta agghiacciante e sono rimasti stupiti del fatto che nessuno, fino ad allora, li avesse chiamati.

Daniele depresso e solitario

Perché nessuno si era interessato di Daniele? Adesso i carabinieri stanno sentendo i vicini e i parenti del 58enne morto nella sua casa al Galluzzo. Un fratello e una sorella hanno riferito che non vedevano l’ex magazziniere da un paio di mesi. Erano al corrente della sua difficile condizione e lo aiutavano quando potevano, magari pagandogli qualche bolletta o acquistando qualcosa al supermarket per lui. Daniele aveva perso il lavoro e per questo si era chiuso in se stesso, non voleva vedere più nessuno, neanche i fratelli. La perdita del posto di lavoro per lui aveva rappresentato un pesante affronto. Era stato leso nel suo amor proprio.

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La depressione, la povertà e forse una  malattia non curata hanno devastato il signor Cerracchio Cini. Questo non vedeva più spiragli nella sua vita. Difficile in Italia trovare un’occupazione a 58 anni. ‘E’ difficile per un giovane, figuriamoci per un cinquantenne’, avrà pensato il povero Daniele.

Martedì prossimo l’autopsia

Il signor Cerracchio Cini è morto di stenti e solitudine. I fratelli cercavano di aiutarlo ma lui era schivo, distratto e stanco di vivere. La vita, in fondo, gli aveva riservato solo dolore e dispiaceri. Per il pm Ester Nocera il 58enne è morto per cause naturali, non ci sono dubbi; e, comunque, se ce ne fossero verranno allontanati martedì prossimo, quando si svolgerà l’esame autoptico.

Quella cucina, location dove era morto Daniele, era una sorta di stanza radioattiva. Impossibile entrare per i miasmi intollerabili. Il cadavere era mummificato ma l’odore che emetteva era terribile. Per portare via la salma sono dovuti intervenire i vigili del fuoco del nucleo Nbcr (Nucleare, biologico, chimico, radiologico).

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