Cronaca

Formigoni condannato per corruzione: soldi e regali in cambio di favori

Doccia gelata per l’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Ieri, infatti, il Tribunale lo ha condannato a 6 anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per 6 anni. I giudici della sesta sezione penale del tribunale meneghino hanno stralciato l’accusa di associazione a delinquere. L’ex numero uno del Pirellone, insomma, è stato condannato per corruzione relativamente ai casi San Raffaele e Maugeri.

Roberto Formigoni amareggiato: ‘Sentenza ingiusta’

La decisione dei giudici milanesi ha amareggiato Formigoni. Secondo quest’ultimo, la sentenza dei giudici è ‘ingiusta’. L’ex governatore della Lombardia ha subito affermato che impugnerà la sentenza per provare la sua innocenza. Roberto Formigoni ha anche sottolineato che, quando era presidente della Regione, non ha mai lasciato che le sue ambizioni ed interessi personali prevalessero sulla corretta gestione degli affari pubblici. Insomma, il buon Roberto si dice innocente e pronto a dimostrarlo in qualsiasi posto e aula giudiziaria.

Il Tribunale di Milano ha anche disposto la confisca di numerosi beni appartenenti a Roberto Formigoni, per un valore di 6,6 milioni di euro. L’ex numero uno della Lombardia è stato privato, tra l’altro, di 2 negozi, quadri e quote di proprietà di lussuose dimore, come una splendida villa in Sardegna.

L’ex governatore sarebbe stato corrotto molte volte, secondo i magistrati milanesi. Un ingente quantitativo di denaro sarebbe confluito dalle casse della Maugeri e del San Raffaele a quelle di Formigoni. La giustificazione del passaggio di tali somme? False consulenze.

I giudici milanesi hanno anche condannato i ‘canali’ delle tangenti, come Pierangelo Daccò e l’ex assessore regionale Antonio Simone. Questi 2 sono stati obbligati a versare in favore della Regione Lombardia una provvisionale di 3 milioni di euro.

Roberto Maroni sulla condanna di Formigoni: ‘Non ho commenti da fare’

Non solo condanne, ma anche assoluzioni. I giudici meneghini hanno assolto, ad esempio, Nicola Maria Sanese, ex segretario generale della Regione, e Carla Vites, ex moglie di Antonio Simone.

Intervistato sulla vicenda, l’attuale governatore della Lombardia, Roberto Maroni, ha tagliato corto: ‘Non ho commenti da fare. Prendo atto di questa vicenda. Punto’.

Roberto Formigoni dovrà dunque dimostrare la sua innocenza. Non sarà certamente facile. Dovrà dimostrare, ad esempio, perché il San Raffaele, per anni, ha versato tanto denaro alla Regione. I giudici lo sanno bene: denaro in cambio di leggi e provvedimenti favorevoli.

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