Foto con paziente morta, Daniela Poggiali vuole tornare a fare l’infermiera

By | 11 settembre 2017

Daniela Poggiali si scusa per le foto oltraggiose e sogna un futuro da infermieraBalzò agli onori delle cronache per due foto che la ritraevano, sorridente, vicino un’anziana paziente morta, in ospedale. Scatti che gli costarono pesanti accuse e un processo da cui è uscita vincitrice perché riconosciuta innocente. Daniela Poggiali, ex infermiera di Lugo, adesso sta cercando di iniziare un nuovo percorso e sogna di tornare a fare l’infermiera. Certo, la donna sa bene che quei due scatti che la ritraggono insieme alla paziente di 102 anni, morta in ospedale, sono ‘brutti e irrispettosi, immorali’ ma sottolinea che li ha pagati con la perdita del posto di lavoro. Nel corso di un’intervista a Mattino Cinque, l’ex infermiera assolta lo scorso luglio dall’accusa di omicidio della paziente 78enne Rosa Calderoni ha detto che non è un’assassina. In merito alle foto scandalose che mostrano felice, vicino alla paziente deceduta, ha spiegato: ‘Mi sono scusata tramite il mio avvocato con i familiari della signora, di più non posso fare se non dire che in un particolare contesto lavorativo, dove lavoravo in quel periodo, molto stressante e soprattutto a livello emotivo, dove sei sempre a contatto con la morte, la sofferenza tutti i giorni e il dolore, uno può fare un atto che può sembrare stupido, immorale, irrazionale ma non c’è niente di malvagio come hanno voluto far passare’.

Gli scatti con un’amica

Daniela Poggiali ha raccontato, negli studi di Mattino Cinque, che quegli stati erano stati fatti insieme a un’amica. Le due non si sarebbero rese conto che stavano facendo qualcosa di sbagliato e sconcio. L’ex infermiera sa bene di aver compiuto un gesto indegno ma si sente in pari con la giustizia e con i parenti dell’anziana morta perché ha perso il suo lavoro.

Prima l’ergastolo, poi l’assoluzione

L’ex infermiera di Lugo è stata assolta dalla Corte d’Appello di Bologna perché il fatto non sussiste; dunque i magistrati non hanno statuito che la Poggiali non aveva ucciso la paziente ma che questa era deceduta per cause naturali. Tale circostanza era stata ribadita più volte dalla stessa 45enne, durante il processo. Adesso Daniela chiede di non essere più definita ‘infermiera killer’ e persona spietata. Lei dice di aver pagato il suo conto con la giustizia: oltre al licenziamento, ha dovuto trascorrere 3 lunghi anni in carcere perché era stata condannata all’ergastolo; poi il ribaltamento della sentenza e l’uscita dal carcere.

La dignità professionale, sociale e personale di Daniela Poggiali si è sfaldata negli ultimi anni. Ora deve ricominciare a vivere. Anche lei, in fondo, è stata travolta e demolita dal delirio di onnipotenza di molti giornalisti, o meglio pennivendoli.

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