Frustravano i figli con il filo elettrico: la bestialità di due genitori

By | 24 novembre 2017
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Ognuno di noi ha, o ha avuto, al proprio fianco persone stupende, che danno, o hanno dato, il massimo per farci stare bene, per farci vivere tranquillamente, senza problemi: i genitori. Questa premessa è indispensabile per capire quanto siano aberranti le azioni compiute da certe persone a Torino. Due genitori di origini egiziane hanno assunto comportamenti orribili nei confronti figli e per questo sono stati condannati.

Gli veniva imposto di portare il velo

3 anni e 6 mesi di reclusione. A tanto sono stati condannati il padre e la madre di due ragazzi, di 10 e 18 anni. I genitori avrebbero maltrattato per molto tempo i giovani.

Frustate con il filo elettrico sulle mani e sotto i piedi. Queste erano solo alcune delle punizioni a cui i ragazzi di origini egiziane venivano sottoposti dai genitori. Ai minori, inoltre, veniva imposto di portare il velo e frequentare la scuola araba.

Un appartamento a Torino è stato teatro di sevizie agghiaccianti. Ragazzini legati alle sedie e torturati col filo elettrico. Scene da far invidia ai migliori film horror.

L’aberrante storia è stata scoperta grazie alla figlia della coppia degenere, che ha rivelato a un’insegnante gli abusi a cui era quotidianamente sottoposta.

‘Piuttosto che tornare a casa mi uccido’

‘Piuttosto che tornare a casa, mi uccido’, avrebbe detto la ragazzina alla professoressa.

Adesso i ragazzi si trovano in una comunità. Sono al sicuro, lontano da quei genitori cinici e spietati, genitori condannati a 3 anni e 6 mesi di reclusione.

Dionigi Tibone, il pubblico ministero aveva chiesto 5 anni di reclusione per l’uomo e 3 anni e 6 mesi per la moglie. Questa, infatti, non solo non aveva mai ostacolato il marito, mentre seviziava i figli, ma lo metteva al corrente delle loro cattive azioni.

‘Mamma, non vogliamo che papà ci picchi’, avrebbero detto i giovani alla madre. Lei, insensibile, acconsentiva alle torture. Era presente, imperturbabile, quando il marito frustava i figli.

I giovani supplicavano la donna di non informare il padre ‘che dava le botte’.

L’incredulità del pm Tibone

‘Nella mia lunga carriera ho affrontato pochi casi così gravi. I genitori, che hanno sempre rigettato ogni accusa, non hanno mai chiesto scusa, non si sono mai fermati a riflettere sui loro errori. Non hanno capito il danno che hanno fatto ai loro figli, oggi psicologicamente distrutti’, aveva dichiarato il giudice in aula.

I due genitori crudeli dovranno anche versare 10mila euro ad ognuno dei 4 figli, (che si sono costituiti parte civile).

Anni di vessazioni e paura in quell’appartamento di Torino. Una storia squallida e agghiacciante, che nemmeno il pm Tibone riusciva a ricostruire in aula. Troppo forte l’emozione. Quasi impossibile narrare quello che avevano passato, per anni, quei ragazzi.

Gli investigatori, durante gli accertamenti, avevano notato cicatrici e varie ferite sul corpo dei fratelli egiziani.

Botte anche per un brutto voto a scuola

Il pm Tibone, durante la requisitoria, aveva asserito di aver trattato tantissimi casi di percosse ‘ma pochissimi come questo’. Se uno dei ragazzi prendeva un brutto voto a scuola veniva legato a una sedia e frustato per molto tempo con un cavo elettrico.

‘Violento e manesco’. In questo modo, il pubblico ministero aveva definito il padre egiziano, che frustava anche per futili motivi i figli davanti alla moglie ‘succube e istigatrice’.

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