Frutta e verdura spacciata per Bio: maxi truffa ai danni dello Stato e dell’Ue

By | 2 novembre 2017

Ragusa, mega truffa nel settore BioProducevano e vendevano frutta, verdura e prodotti convenzionali spacciandoli per bio. I consumatori, dunque, pagavano molto di più per prodotti che ritenevano biologici ma non lo erano. Una vicenda grave quella scoperta dai finanzieri di Ragusa, che nei giorni scorsi hanno eseguito sequestri e perquisizioni in diverse aziende agricole biologiche. Sono nove i titolari delle suddette aziende indagati per frode in commercio e truffa aggravata ai danni dello Stato e dell’Ue. Le perquisizioni e i sequestri sono stati ordinati dalla Procura di Ragusa. Gli investigatori hanno scoperto che molte aziende agricole biologiche avevano intascato molti finanziamenti e incentivi all’agricoltura ma, invece di coltivare e produrre frutta e verdura bio coltivavano prodotto convenzionali. Tutto ciò per lucrare sui finanziamenti statali ed europei. Sono stati circa 50 i finanzieri impegnati nel blitz ‘simBIOsi’, connotato da indagini stringenti, pedinamenti, controlli e intercettazioni. I militari hanno anche chiesto atti e documenti ai titolari di molte aziende agricole bio, con sedi in diverse città siciliane, come Scicli, Ragusa, Pozzallo e Modica.

Aziende certificate ‘bio’ che usavano pesticidi

Mega truffa nel settore agroalimentare, che ha portato molti soldi nelle tasche di vari impresari siciliani. Prodotti normali venduti come bio. Le aziende perquisite recentemente erano certificate ‘bio’, quindi erano autorizzate a coltivare e vendere frutta e verdura senza l’utilizzo di sostanze chimiche. In realtà tali aziende, infischiandosene dei loro doveri, coltivavano e commercializzavano prodotti convenzionali facendoli credere bio.

Le indagini che hanno portato alla scoperta dell’organizzazione mirata alla produzione e alla vendita di prodotti convenzionali, in Italia e all’estero, spacciati per biologici, erano iniziate nei mesi scorsi.

La richiesta di prodotti bio superava la merce a disposizione. Le aziende, dunque, mettevano insieme ai prodotti bio anche quelli convenzionali. Facevano credere che tutto, proprio tutto, fosse biologico. Non era così. Il prezzo di vendita era così notevolmente superiore a quello di coltivazione.

Passione per il biologico cresce ma aumentano le truffe

A comprovare il sistema di frode collaudato è anche il ritrovamento nei magazzini delle aziende agricole biologiche di numerosi pesticidi, concimi e prodotti chimici vari. Alle aziende certificate bio tali prodotti non sarebbero certamente serviti, visto che frutta e verdura biologica viene coltivata senza antiparassitari e sostanze simili, quindi dannose per l’uomo e l’ambiente. I finanzieri sono riusciti a scoprire anche alcune ditte che fornivano gli agenti chimici.

Ad allarmare è anche il fatto che le aziende siciliane avevano ricevuto cospicui finanziamenti dall’Italia e dall’Ue.

Non è la prima volta che le forze dell’ordine scoprono una storia di truffe  che vedono protagonisti i prodotti bio. La passione per il biologico è cresciuta anche in Italia e, di conseguenza, sono aumentate anche le truffe. In sostanza, è cresciuto il numero di aziende che spacciano prodotti convenzionali per biologici.

Tante aziende agiscono in maniera illecita su due fronti: fanno credere ai clienti che stanno acquistano prodotti bio ed ottengono finanziamenti statali ed europei per favorire la coltivazione e il commercio di prodotti bio. Solamente nel 2013, i carabinieri accertarono una frode superiore ai 12 milioni di euro.

L’atteggiamento di molte aziende italiane sta facendo insospettire Bruxelles e non è escluso che in futuro l’Ue taglierà i finanziamenti per la Politica Agricola Comune destinati all’Italia. Sarebbe un peccato perché nel Bel Paese ci sono tante aziende impegnate nella coltivazione e nel commercio di prodotti green.

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