Fuma cocaina e crede di poter volare: illesa dopo volo di otto metri

By | 19 maggio 2017

Roma, fuma cocaina e si lancia nel vuotoUna 40enne di Roma aveva fumato un po’ di cocaina a casa di un’amica, al Flaminio. A un certo punto, la sostanza stupefacente ha fatto effetto e la donna, credendo di poter volare come un uccello, si è lanciata dal secondo piano di un palazzo in via Luigi Poletti, a pochi metri da Piazza Mancini. Dopo un volo di otto metri, la 40enne è finita sulla sedia di un ristorante, praticamente illesa. Sul posto sono arrivati immediatamente i poliziotti, a cui la donna ha detto di sentirsi bene. Gli agenti, comunque, hanno chiamato gli operatori sanitari.

Droga in casa dell’amica

La cocaina ha giocato un brutto scherzo a una donna romana che, certamente,  può definirsi una miracolata. Dopo un volo di otto metri non ha riportato traumi, lesioni ed ecchimosi. Strano ma vero. Gli agenti hanno avviato le indagini per fare luce sulla vicenda. Al vaglio degli inquirenti anche l’amica della 40enne, nella cui casa sono state trovate sostanze stupefacenti. Non si sa ancora se la 40enne sia un’assuntrice abituale di cocaina o se, l’altra sera, fosse stata la prima volta che aveva assunto tale sostanza stupefacente. Una cosa è certa: la donna aveva fumato molta cocaina e, a un certo punto, aveva creduto di avere superpoteri come Superman.

Roma, città italiana dove si consuma più cocaina

Secondo indagini condotte quattro anni fa, sarebbe Roma la città italiana dove si consuma più cocaina, non Milano. Giovanni Serpelloni, numero uno del Dipartimento nazionale politiche antidroga, affermò: ‘I dati dell’analisi delle acque reflue dimostrano che il maggiore consumo di cocaina si ha a Roma, seguita da Napoli. Poi viene Milano’. Il dato venne diffuso successivamente a un attento esame delle fogne capitoline. La concentrazione di cocaina nelle acque reflue del Centro Italia è maggiore rispetto alle regioni del Nord e del Sud. Nelle regioni del Nord, invece, si consumerebbe più cannabis. Le tracce delle sostanze stupefacenti non sono presenti sono nelle acque reflue ma anche nell’aria. Ad inquinare l’aria che si respira a Roma, ad esempio, non sono solamente le polveri sottili e i veicoli ma anche marijuana, cocaina, hashish, nicotina e caffeina.

A Roma si consumerebbe molta cocaina, dunque. Beh, il dato non sembra stupirci più di tanto, specialmente dopo l’inchiesta del Fatto Quotidiano sulle tracce di cocaina trovate in un bagno di Montecitorio. L’inviato, con apposita strumentazione, entrò in bagno e scoprì tracce della sostanza stupefacente su una mensola. Era il 29 marzo 2017 e quel giorno in Aula si doveva discutere su una tematica importante. Probabilmente qualche onorevole decise di tirarsi un po’ su prima dell’impegno. L’inviato aveva effettuato il test anche la mattina presto: il risultato, però, era stato negativo. Ciò significa che, successivamente, qualcuno (ma chi?) era entrato ed aveva sniffato un po’ di coca. Difficile risalire a chi aveva assunto la sostanza, visto che in Aula erano presenti oltre 400 persone. Il Fatto Quotidiano, con un video, è in grado di testimoniare tutte le attività che hanno permesso di constatare la presenza di tracce di cocaina nel bagno della Camera dei deputati.

Ecco, alla luce di quanto appena riferito, non ci si può stupire se un ‘comune mortale’ fuma cocaina e si lancia dal secondo piano, credendo di riuscire a volare. L’esempio che danno i politici non è decisamente dei migliori.

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