Furbetti del cartellino a Piacenza: in palestra durante orario di lavoro

By | 28 giugno 2017

Furbetti del cartellino a Piacenza: 50 indagatiUn altro caso d furbetti del cartellino. Stavolta siamo a Piacenza. La Procura ha scoperto che una cinquantina di dipendenti comunali andavano in palestra, oppure a casa o a fare shopping durante l’orario di lavoro. Oggi, 28 giugno 2017, gli uomini della Guardia di finanza e della Polizia municipale si sono presentati a Palazzo Mercanti per svolgere perquisizioni e prendere documenti importanti. Il numero uno della Procura di Piacenza, Cappelleri, e il sostituto Colonna hanno parlato di impiegati che timbravano i badge e poi si facevano i fatti loro. Comportamenti indecenti che fanno male allo Stato, agli altri lavoratori, quelli onesti, e soprattutto a chi il lavoro non ce l’ha.

Contestati diversi reati

Ai furbetti del cartellino di Piacenza sono constati diversi reati, come falso, truffa e peculato. Sembra che qualcuno abbia anche usato vetture del Comune per affari personali. Tutto ciò è a dir poco scandaloso. Gli inquirenti si sono concentrati specialmente sull’ufficio del personale, da dove, oggi, sono stati acquisiti moltissimi documenti. Dopo numerose e accurate indagini, eseguite dalle forze dell’ordine e coordinate dalla Procura di Piacenza, sono state emesse 40 misure cautelari nei confronti degli impiegati infedeli. Gli indagati, invece, sono 50. La maggior parte di essi è sottoposta all’obbligo di firma; solo uno, invece, sarebbe finito ai domiciliari. Ad inchiodare i dipendenti truffaldini sono stati sia gli inseguimenti che le telecamere di sorveglianza installate negli uffici comunali dalle Fiamme gialle e dalla Polizia municipale.

Il comunicato del Comune di Piacenza

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Dopo l’incursione di stamani della Gdf e dalla Municipale, il Comune di Piacenza ha voluto fugare la gravità della situazione con il seguente comunicato: ‘Le Fiamme gialle hanno acquisito i documenti concordando le modalità con il Segretario generale e la dottoressa Laura Bossi, dirigente delle Risorse umane. Non risponde al vero quanto apparso su alcuni organi di informazione, secondo i quali la Guardia di Finanza avrebbe perquisito alcuni uffici tra i quali quello del segretario generale e del Personale’.

Carlo Rienzi, presidente del Codacons, associazione che tutela l’ambiente e i diritti degli utenti e dei consumatori, ha sottolineato che l’assenteismo è una piaga diffusa negli uffici italiani e non riguarda solamente il Sud. Si tratta di una pratica, per Rienzi, che fa male ai cittadini onesti. Adesso il presidente del Codacons reclama misure ferree nei confronti dei furbetti del cartellino piacentini: ‘Chiediamo ora licenziamenti nei confronti dei responsabili di illeciti e l’avvio delle doverose azioni di recupero delle retribuzioni intascate dai lavoratori senza lavorare’. Rienzi vuole solamente che sia fatta giustizia perché è inammissibile che in Italia ci siano soggetti che hanno un lavoro e non si recano in ufficio, percependo però la retribuzione, e chi vorrebbe lavorare ma è disoccupato.

Assenteismo: grave piaga italiana

Le parole del presidente del Codacons devono indurre alla riflessione: l’assenteismo è una grave piaga italiana perché colpisce a Nord, al Sud e al Centro. Dappertutto si sono registrati casi di furbetti del cartellino. Negli ultimi mesi, però, c’è stata una recrudescenza in Emilia Romagna. Lo scorso aprile, ad esempio, Striscia la Notizia, noto tg satirico su Canale 5, mandò in onda un servizio sugli assenteisti dell’Istituto beni culturali di Bologna. I filmati trasmessi da Striscia ritraevano dipendenti che strisciavano i badge e, tranquillamente, uscivano, dedicandosi ad altre attività che, senza dubbio, non erano quelle lavorative. Ce n’era per tutti i gusti. Molti dipendenti, invece di lavorare, si recavano in chiesa, al bar e a fare shopping. Un video mostra una donna che parcheggia la sua bici davanti all’Ibc di Bologna: entra, timbra il cartellino ed esce rapidamente; poi, a fine giornata, torna per timbrare l’uscita. Immagini che si commentano da sole. Ma questa gente la prova un po’ di vergogna?

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