Furti all’Hotel Principe di Savoia: dipendenti rubavano caviale e champagne

By | 31 ottobre 2017

Hotel Principe di Savoia, furto di alimenti e oggettiDipendenti infedeli all’Hotel Principe di Savoia di Milano. Un manager e 6 dipendenti, tutti italiani, sono stati denunciati per furto in concorso continuato. Tantissimi i beni trafugati presso la prestigiosa struttura ricettiva in piazza Duca d’Aosta, come caviale, pomodorini secchi, funghi porcini e vino di qualità. Sono state rubate anche bottiglie di champagne che costavano oltre 300 euro. I ladri però sono stati scoperti e denunciati. Al vertice dell’organizzazione fraudolenta c’era una 63enne che, sfruttando la sua posizione di rilievo nell’albergo, riusciva a rubare e far rubare tanti generi alimentari ed oggetti costosi. Nessuno avrebbe mai immaginato che il manager room service fosse il principale responsabile dei furti, la mente e spesso il braccio. I sette denunciati avevano riempito le loro dispense con le cose rubate nell’hotel Principe di Savoia. Ad accorgersi di qualcosa di strano, nella struttura, all’inizio di ottobre, erano stati i responsabili dell’hotel. Mancavano troppi alimenti ed oggetti, come pezzi di argenteria, piatti, bicchieri e posate.

Manager beccato in flagrante dalla Polizia

Ricevuta la segnalazione degli ammanchi, la Polizia aveva iniziato a concentrare le indagini sulle persone che quotidianamente maneggiavano la merce. Non c’è voluto molto per capire che i ladri erano il manager 63enne ed altri sei dipendenti della struttura.

Lo scorso 5 ottobre, i poliziotti avevano fermato il manager alla fine del turno. Durante la perquisizione personale erano stati trovati alimenti prelibati e di qualità. Il 63enne non era in possesso dello scontrino perché quei generi alimentari erano stati rubati. Gli agenti si erano insospettiti, recandosi subito dopo nell’abitazione del manager e scoprendo generi alimentari e pezzi d’argenteria per un valore di circa 20.000 euro. Tutto rubato all’hotel Principe di Savoia.

Gli investigatori hanno trovato beni rubati nella struttura ricettiva milanese anche nelle case di alcuni dipendenti. Per quale motivo il manager e i sei dipendenti rubavano? Beh, per motivi diversi: c’era chi voleva solo impinguare la propria dispensa e chi voleva fare bella figura con gli amici, mostrando pezzi costosi di argenteria.

Durante la perquisizione dell’abitazione di uno dei denunciati, gli agenti hanno trovato 30 bottiglie di vino pregiato. Anche queste erano state rubate. Per i ladruncoli si è messa male. Dovranno a breve affrontare un processo per furto in concorso continuato.

Gli investigatori hanno scoperto che i denunciati si tenevano in contatto mediante WhatsApp. Spesso i furti venivano messi a segno su commissione. L’organizzazione agiva, insomma, per se stessa e per gli altri, dietro compensi.

I furti negli alberghi

Stavolta i protagonisti delle storie di furti non sono i clienti ma i dipendenti di un hotel. Sì perché, generalmente, i responsabili degli ammanchi negli alberghi sono i clienti.

In base a recenti indagini, nelle valigie dei turisti che soggiornano negli alberghi finiscono, a fine viaggio, gli oggetti più disparati, come saponette, boccette di bagnoschiuma e shampoo, creme idratanti, fazzolettini di carta, pantofole e schiuma da barba. Venere.com aveva stilato un lungo elenco di beni che molti clienti rubano negli alberghi. Sembra che ci siano diversi viaggiatori che non si limitano a portarsi a casa saponette e bagnoschiuma, ma si spingono oltre. Ecco allora che spesso nelle camere degli alberghi mancano oggetti come quadri, portacenere, e abat jour.

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