Gabbiano con petardo al collo esplode in volo: pescatori crudeli postano video su Fb

By | 4 gennaio 2016

Gabbiano con petardo al collo esplode in voloLa crudeltà di determinati soggetti non conosce limiti. Ne sono chiare testimonianze vicende come quella avvenuta, tempo, fa in Sardegna, dove due pescatori hanno preso un gabbiano e, dopo avergli messo un potente petardo al collo, hanno dato fuoco alla miccia

 

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Sembra una storia inventata quella avvenuta su un peschereccio nei pressi delle coste della Sardegna orientale. Quel povero gabbiano aveva commesso l’errore di fermarsi su quel natante per mangiare un po’ di pesce fresco, di cui era ghiotto. I due pescatori, stanchi delle continue incursioni dei grossi pennuti, hanno ghermito il gabbiano e lo hanno punito in un modo terribile: hanno legato il mortaretto al collo del volatile e poi lo hanno fatto volare; la miccia era accesa, però!

Il risultato del gesto aberrante dei due pescatori sardi è immaginabile. La freddezza dei due uomini è indicibile, visto che hanno ripreso la scena con i loro telefonini ed hanno postato il video su Facebook, intitolandolo “gabbiano kamikaze”.

Il terribile video ha ricevuto commenti, ovviamente quasi tutti di condanna. Purtroppo c’è chi si è schierato dalla parte dei pescatori, specialmente coloro che da tempo lamentano i raid di gabbiani e delfini durante le battute di pesca. Tali animali, infatti, sono accusati da molti pescatori di danneggiare le loro reti.

Il filmato è stato girato nel tratto di mare compreso tra San Teodoro e La Caletta ed è ora in possesso dei carabinieri e degli uomini del Corpo forestale, che hanno iniziato ad indagare sul terribile e increscioso episodio. I freddi pescatori sono stati identificati e, probabilmente, verranno denunciati.

Un’altra indecente vicenda di maltrattamento di animali. L’unica colpa di quel povero gabbiano è stata quella di essere goloso di pesce fresco. Ora, però, i pescatori rischiano una bella denuncia per maltrattamento di animali, reato punito con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con una multa da 3.000 a 15.000 euro. Probabilmente, in caso di condanna, per i due sardi verrà prevista una pena più grave, visto che l’animale è morto a seguito del maltrattamento.

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