Garza dimenticata nel petto, 10 anni di sofferenze

By | 17 aprile 2018

garza-dimenticata-petto-operazioneUn 47enne di Viareggio ha vissuto per 10 anni con una garza nel petto. Un decennio costellato da disagi e dolori per l’uomo toscano, che non era mai riuscito a spiegarsi la ragione di tali fitte al torace. Ora la scoperta. Il 47enne, nel 2008, si sottopose a un intervento chirurgico al cuore per l’impianto di un pacemaker presso l’Opa di Massa. Da quel momento in poi aveva iniziato ad accusare spasimi forti, dolori che l’hanno sempre allarmato in virtù dell’importante intervento a cui era stato sottoposto. L’uomo toscano ha scoperto solo qualche giorno fa il motivo di tali sofferenze, in occasione di un nuovo intervento presso il nosocomio di Pisa, per la sostituzione del suo vecchio pacemaker.

Garza aveva formato un rigonfiamento

I medici di Pisa, mentre sostituivano il pacemaker obsoleto sono rimasti stupefatti quando hanno visto un rotolo di garza nel petto del 47enne. Il rotolo, col passar del tempo, aveva anche formato una specie di rigonfiamento. Il 47enne, impiegato di Viareggio, adesso sa che nel corso del primo intervento qualcuno aveva commesso un errore e vuole fare chiarezza in merito. Si è già rivolto a un legale, che a sua volta ha tempestivamente richiesto la cartella clinica relativa alla seconda operazione. In tale documentazione si legge che ‘è stato estratto del materiale esterno consistente in un rotolo di garza avvolto su se stesso e nascosto nel tessuto sotto cutaneo’. L’avvocato del paziente ha chiesto le cartelle cliniche anche all’Opa di Massa. Un medico legale dovrà esaminare accuratamente le cartelle cliniche per capire cosa accadde, nel 2008, in quella sala operatoria.

Garza nell’addome di Alberto Bozzi

Un’altra garza dimenticata dai medici italiani nel corpo di un paziente. E’ capitato altre volte in Italia. E’ capitato troppe volte. Un 47enne, Alberto Bozzi, ha vissuto per molti anni con una garza nell’addome dimenticata dai chirurghi durante un’operazione eseguita nel lontano 1978. Alberto era piccolo e, dopo quell’operazione, aveva iniziato ad accusare forti dolori. La scoperta di quel corpo estraneo era stata fatta solo nel 2002. L’uomo e i suoi familiari hanno così adito le vie legali. Alberto Bozzi, ex consigliere comunale per i Comunisti Italiani a Pisa ed ex coordinatore regionale ha raccontato varie volte la sua storia. Alberto è una delle tante vittime della malasanità italiana. Una vittima fortunatamente risarcita. Riportiamo alcuni passi della sentenza emessa dal tribunale di Pisa, con cui è stato riconosciuto il risarcimento in favore del quarantenne toscano: ‘Responsabilità professionale sanitaria discendente da un comportamento negligente anche grave da parte dell’équipe chirurgica’.

Nel 1978 Alberto aveva 7 anni ed era stato sottoposto a un’appendicectomia d’urgenza. ‘Tornai a casa non in forma, ma con dolori tollerabili. Dopo 40 giorni nuova corsa in ospedale, una notte di esami, il coma. Altro intervento d’urgenza motivato dai medici con una occlusione intestinale. Perdo 50 centimetri di intestino’, ha spiegato il 47enne. Le sofferenze però non erano terminate. Nel 1982 e nel 1993 altre operazioni. Nessun chirurgo, nel corso di tali interventi, era riuscito a rendersi conto che nell’addome del ragazzo c’era una garza. La scoperta è stata fatta nel 2002. ‘Le lastre rivelano un granuloma. Mi preoccupo ulteriormente, perdo 18 chili in 15 giorni. Mi sento nuovamente male. Poi arriva il referto dell’istopatologia. Due medici mi fanno sedere e mi mettono un foglio in mano. Leggo: corpo esterno di 4,8 centimetri nella fossa iliaca, al suo interno una compressa di garza’, continua Alberto, che immediatamente, aveva voluto denunciare il caso.

Il signor Bozzi ha dovuto lottare per 14 anni nelle aule giudiziarie prima di ottenere un risarcimento. Alla fine la sua tenacia è stata premiata. ‘Assicuro che è occorsa tanta forza, perfino troppa pazienza e una pervicacia immensa per arrivare sin qui. E adesso, dopo 14 anni di causa e a 38 dall’errore che mi ha cambiato l’esistenza, non posso che avvertire un profondo senso di sollievo: il mio dovere nei confronti di quel bambino che ero e che da allora non fu più lo stesso l’ho compiuto. Posso smettere di torturare i miei sonni e i miei giorni…’ ha detto il quarantenne vittima di un errore grave, temuto da tutti i chirurghi, che viene solitamente catalogato tra gli ‘eventi sentinella’ indicati dal Ministero della Salute. Ma cosa sono, in parole povere. gli ‘eventi sentinella’?

Si definiscono ‘eventi sentinella’ quegli eventi gravi e sfavorevoli che provocano gravi danni o la morte del paziente e riducono sensibilmente la fiducia dei cittadini verso il Servizio sanitario nazionale. Quello delle garze dimenticate nel corpo dei pazienti durante gli interventi chirurgici è un argomento dibattuto, che favorisce un forte rancore dei pazienti e dei loro avvocati nonché una grande rigidità dei giudici nelle loro decisioni. Si ritiene cialtrone o impreparato il chirurgo che dimentica una garza nel corpo di un paziente. Non è vero però che l’errore sia frutto dell’incapacità. Non è una complicanza dovuta all’esperienza del chirurgo o dei suoi colleghi; anzi sembra che proprio i medici più esperti siano quelli che possono più facilmente dimenticare una garza nel corpo del paziente.

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