Cronaca

Gemona, atleta stroncato da fulmine durante Trail dei tre castelli

Fulmine assassino in Italia. Un atleta ha perso la vita mentre partecipava a una gara podistica. L’intervento degli uomini del 118 è stato vano. La tragedia è avvenuta a Gemona del Friuli, in provincia di Udine, durante il “Trail dei tre castelli”. Tra i concorrenti c’era anche il 42enne Mario Pantanali, di Noventa Vicentina, di cui però si erano perse le tracce. Gli uomini del soccorso alpino e molti volontari hanno subito avviato le ricerche e, alla fine, è stato ritrovato il cadavere dell’atleta, colpito in pieno da un fulmine. Gli esperti del Soccorso alpino hanno subito portato via il corpo esanime del Pantanali, che aveva forti bruciature al petto e a una gamba. I carabinieri hanno iniziato ad indagare ma non ci sono dubbi sul fatto che lo sportivo sia stato colpito da un fulmine che lo ha stroncato sul colpo. L’unica sfortuna di Mario Pantanali è stata probabilmente quella di essersi trovato in una zona dove era scoppiato un violento temporale. Gli atleti che erano con lui e vari testimoni hanno riferito che durante la tempesta, durata una ventina di minuti, si sono uditi 3 o 4 tuoni forti. Nonostante il violento fortunale, la gara non è stata sospesa.

A segnalare la scomparsa dell’atleta, in occasione della gara a Gemona, è stata la moglie, non vedendolo arrivare al termine della gara. Si sono dunque attivati gli uomini del Soccorso alpino e quelli della Guardia di finanza. Si poteva evitare la morte di Mario Pantanali? Beh, a questa domanda si potrebbero dare mille risposte. Ovviamente sì, se si fosse subito ritirato dalla gara durante la tempesta. Gli organizzatori del “Trial dei tre castelli” avrebbero dovuto sincerarsi delle condizioni meteorologiche non proprio ottimali. Del resto, è la stessa Protezione Civile che raccomanda di pianificare attività all’aperto come scampagnate, gare podistiche, gare di pesca etc dopo aver letto attentamente i bollettini di previsione che vengono emessi dagli uffici meteorologici. Leggere attentamente tali bollettini è importante perché segnalano anche l’eventuale sviluppo di temporali in una determinata zona. E’ meglio dunque rivedere il programma della giornata se le previsioni meteorologiche non sono favorevoli. Quella che può apparire una cautela eccessiva può rivelarsi invece provvidenziale. Di solito i fulmini sono associati ai temporali ma può darsi anche che una o più saette siano generate da una nube in assenza di precipitazioni. Massima attenzione, dunque! Quando vengono organizzate gare podistiche, specialmente in montagna, monitorare costantemente le condizioni meteorologiche è un imperativo, visto che aree all’aperto, come la montagna, sono quelle più a rischio. La maggioranza delle tragedie causate dai fulmini si verifica all’aperto, precisamente in luoghi come montagne, spiagge e piscine.

Mario, nonostante il temporale e i fulmini, ha voluto continuare la gara, come tutti gli altri atleti, del resto. A lui però è andata male. Un violento fulmine lo ha tolto da questo mondo. Chissà perché? Probabilmente Pantanali è passato vicino a un albero altissimo, uno di quelli che, si sa, attirano le saette? Mai passare vicino ad alberi del genere durante i temporali. La Protezione civile invita chi si trova in montagna ad abbandonare subito zone a rischio, come sommità e creste, scendendo di quota. Il massimo sarebbe trovare rifugio in una caverna o in un fienile ed allontanarsi dalle pareti. Se proprio non si trovano bivacchi, grotte o rifugi in occasione di un temporale, sarebbe meglio ranicchiarsi a piedi uniti per evitare di diventare una sorta di parafulmini: si riduce così la propria estensione verticale e l’intensità della corrente che attraversa il corpo. Mario si sarebbe dovuto riparare subito ma era tanta la sua voglia di correre, di partecipare a quella gara che probabilmente non ci ha pensato. Non credeva che quel fulmine violento lo avrebbe ucciso.

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