Genova nega Liguria Pride: schiaffo agli omosessuali

By | 29 marzo 2018

liguria-pride-bucci-genovaC’era da aspettarselo. Il sindaco di Genova Marco Bucci dice ‘no’ ad ogni manifestazione promossa dagli omosessuali, come i gay pride. Nelle ultime ore il Comune di Genova ha annunciato che non verrà mai rilasciato il patrocinio al Liguria Pride in programma il 16 giugno 2018. A confermarlo è stato il Coordinamento Liguria Rainbow, associazione che si batte da anni in difesa dei diritti civili e contro ogni discriminazione fondata sul genere, promuovendo anche manifestazioni come la Colorata Cena e il Liguria Pride. L’obiettivo dell’associazione è contestare ogni forma di soffocamento delle libertà della comunità Lgbt.

Decisione inspiegabile

Ilaria Gibelli, presidente del Coordinamento, ha affermato che l’atteggiamento del sindaco Bucci era prevedibile, viste le sue esternazioni durante la campagna elettorale: ‘Direi che è successo quello che ci aspettavamo. Bucci aveva detto in campagna elettorale di essere il sindaco di tutti, ma evidentemente non di una fetta di cittadinanza che a oggi è ancora una minoranza discriminata. Ancora manca la motivazione ufficiale: il Municipio Centro Est si è limitato a comunicarci che la Giunta e il sindaco avevano dato parere negativo, ma vogliamo quantomeno sapere perché. La cosa più grave non è tanto il mancato patrocinio, quanto il clima che questo gesto contribuisce a creare in città, alimentando episodi di omofobia e bullismo e legittimando le persone ad avere comportamenti discriminanti’.

La Gibelli ha aggiunto che il Comune di Genova ha già negato il suo patrocinio al Pride del 16 giugno e a  Colorata Cena: ‘Una cosa che ci ha lasciato ulteriormente interdetti.  Si tratta di un’iniziativa organizzata a livello mondiale, che noi celebriamo con questo evento molto partecipato, così come il Pride. Attendiamo una spiegazione da parte del Comune, se non arriverà saremo noi a chiederla ufficialmente’.

L’indignazione di Terrile

Indignato per la decisione del sindaco di Genova anche il consigliere dem Alessandro Terrile, secondo cui ‘il silenzio è grave quanto il diniego. Ogni genovese ha diritto di conoscere le ragioni per cui per la prima volta il Comune di Genova non scenderà in piazza contro l’omofobia e contro la discriminazione per ogni orientamento sessuale. Dalla Giunta comunale si affrettano a precisare che comunque a Genova proseguiranno le celebrazioni delle unioni civili. Come a dire che applicheranno la legge. Bontà loro. Aspettiamo una risposta. E non vengano a raccontarci che sono favorevoli al diritto, ma non alla sua ostentazione’.

L’omofobia ostentata da Silvana De Mari

E’ probabile che atteggiamenti del genere, che la negazione di manifestazioni come Colorata Cena e Liguria Pride finiscano per fomentare gli omofobi e i sessisti. Probabile. Di omofobia ce n’è già tanta in Italia e a Genova e tanti hanno pagato sulla loro pelle il prezzo della discriminazione. Del resto, cosa possiamo attenderci da questa società se spesso sono proprio gli intellettuali, le persone colte e quelli che dovrebbero dare l’esempio a denigrare e svilire gli omosessuali? Di recente, ad esempio, avevano sconvolto le parole scritte su Facebook dalla scrittrice, chirurga e psicoterapeuta Silvana De Mari. Parole forti e marcatamente offensive. La 63enne aveva bollato i gay come ‘pedofili’ e portatori di malattie. Frasi così discriminatorie che hanno spinto il gruppo di avvocati di ‘Gay Lex’ a chiedere la sospensione della De Mari dall’Ordine dei medici.

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