Genova, spari contro portone e finestre: domenica di follia

By | 27 novembre 2017

Domenica di ordinaria follia a Genova. Una persona si è appostata vicino ai binari della ferrovia e si è messa a sparare all’impazzata. Paura, tanta paura a Pontedecimo alle 7 di mattina. Per fortuna, in quel momento, sulla strada non c’era nessuno. Si poteva verificare una strage. Un investigatore della Scientifica ha riferito che il cecchino ha sparato con un fucile, un calibro dodici. Una ventina di colpi hanno perforato il portone di un edificio, altri le finestre dell’appartamento all’ultimo piano. Secondo i primi rilevamenti, sarebbero stati sparati una quarantina di colpi.

Abitanti terrorizzati a San Quirico

Fuoco e danni a un edificio di via San Quirico, nell’omonimo quartiere, vicino al torrente Polcevera. Tante persone, dopo aver sentito gli spari, hanno chiamato la Polizia.

Nessuno, nel quartiere San Quirino, è uscito di casa ieri mattina. Troppo grande la paura, dopo quegli spari. Fortunatamente, non si sono registrati vittime o feriti. Eppure il gesto sconsiderato di quel cecchino si sarebbe potuto rivelare letale.

‘Avrebbe potuto essere una strage se qualcuno in quel momento fosse uscito di casa’, ha detto un investigatore, indicando i tanti colpi che hanno danneggiato il portone dello stabile di Genova.

Episodio insidioso e curioso a Genova, uno di quelli che certamente non accadono spesso nel capoluogo ligure.

Nel palazzo vivono 15 famiglie

Nell’edificio raggiunto dai colpi vivono 15 famiglie: 5 italiane, il restante romene. In quel palazzo vivono anche bimbi piccoli.

Una giovane romena ha detto: ‘Abbiamo dovuto nasconderci sotto il letto, uno spavento incredibile. Abbiamo visto i colpi conficcarsi nel muro del salotto’.

L’obiettivo del cecchino era probabilmente la famiglia romena che vive nel palazzo, visto che alle 4 di ieri la loro vettura, posteggiata non molto distante dall’edificio, era stata bruciata.

La Polizia indaga sulla vicenda anche se è quasi certo che nel mirino del cecchino c’era proprio la famiglia romena.

L’auto bruciata

L’auto bruciata e i colpi contro il palazzo sono episodi connessi, per gli inquirenti. Non è un caso, infatti, che una delle vetture bruciate era usata da Ciprian Nonica.

L’obiettivo degli spari, secondo la Polizia, era proprio il 30enne Nonica. Gli investigatori adesso sono al lavoro per risalire all’autore dell’attentato incendiario e della sparatoria. Si dovrà accertare anche il movente.

Il nome del romeno che vive a San Qurico non è presente negli schedari della Polizia, anche se in passato era rimasto coinvolto in furti e reati di lieve entità.

Genova: perché gli spari?

Forse qualcuno si è voluto vendicare con il romeno, magari per un torto subito o per una somma di denaro non restituita. Gli investigatori, per il momento non escludono nessuna ipotesi. Ieri gli agenti hanno effettuato 5 perquisizioni nei locali di cui hanno la disponibilità i presunti obiettivi del cecchino.

Sembra che, durante le perquisizioni, i poliziotti non abbiano trovato nulla di rilevante ai fini delle indagini.

Ora gli investigatori stanno visionando i filmati contenuti nelle telecamere di videosorveglianza poste in zona.

Chi ha sparato? E perché. La Procura di Genova intanto ha aperto un’inchiesta per incendio doloso, esplosione di colpi pericolosi e detenzione di arma abusiva.

Si contigua ad indagare su quello che resta ancora un giallo.

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