Cronaca

Giornalista Mauro Pianta stroncato da un arresto cardiaco

mauro-pianta-giornalista-morteIl mondo del giornalismo è addolorato per la morte del 47enne Mauro Pianta, ‘penna’ stimata da tanti colleghi. Il decesso del redattore del Corriere della Sera è avvenuto ieri all’ospedale Molinette di Torino. Mauro si era sottoposto a una gastroscopia con radiofrequenza in stato di sedazione totale. Il pm Elisa Buffa ha disposto l’esame autoptico per fare chiarezza sulle cause del decesso del giornalista che, in passato, ha collaborato con numerosi tabloid e riviste.

Aperta un’inchiesta contro ignoti

La Procura vuole scoprire se la morte del giornalista Mauro Pianta sia stata dovuta alla gastroscopia e all’anestesia. Per ora è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti. Solo l’esame post-mortem consentirà di scoprire se c’è un nesso tra l’accertamento svolto alle Molinette e la morte.

Mauro Pianta lascia la moglie e due figli piccoli. Tanti giornalisti, in queste ore, stanno esprimendo il loro cordoglio per la dipartita di un giornalista vero, schietto e amante del suo mestiere. Dopo la laurea in Scienze politiche, Pianta aveva lavorato per numerose agenzie di stampa, agenzie di comunicazione, uffici stampa, rotocalchi, siti web e testate del calibro del Foglio, Il Sole 24 Ore, La Stampa e il Corriere della Sera. Il 47enne aveva iniziato a lavorare per il Corriere da poco tempo. Sembra che il giornalista soffrisse di un disturbo gastrico e per questo, ieri, si era recato alle Molinette. Doveva sottoporsi a un accertamento in regime di day hospital.

Contattato lo studio legale Ambrosio&Commodo

I familiari del giornalista hanno già contattato lo studio legale Ambrosio&Commodo per farsi assistere. Gli avvocati hanno conferito l’incarico di consulente al medico legale Roberto Testi. “Mio marito era solito dire: ‘La verità rende liberi’. Quindi, noi cerchiamo la verità”, ha affermato Silvia Scarrone, la moglie di Pianta. Dopo il decesso del 47enne, la Scarrone si è subito recata dai carabinieri.

‘Il nostro studio è stato incaricato dalla famiglia non per agire nei confronti di nessun medico specifico, ma esclusivamente per ricercare le cause dell’accaduto, nel rispetto della vittima’, precisano i legali Alessandra Torreri e Renato Ambrosio.

La gastroscopia con sedazione

La gastroscopia, così come la colonscopia, sono metodi endoscopici grazie ai quali si possono osservare ed esaminare bene (con l’endoscopio) sia il colon e che lo stomaco. In passato molte persone che avevano bisogno di sottoporsi a tali esami tentennavano per la paura. Effettivamente, tanti anni fa, sia la gastroscopia che la colonscopia potevano causare dolori e un certo senso di disagio ai pazienti.

Per scongiurare fastidi e disturbi, è stata ideata la gastroscopia con sedazione. I medici, in poche parole, somministrano ai pazienti farmaci analgesici e ipnotici che favoriscono il rilassamento e non fanno sentire nessun dolore. La procedura dunque risulterà più semplice per il gastroenterologo e indolore per il paziente.

La sedazione è solitamente somministrata qualche minuto prima della gastroscopia. L’effetto termina poco dopo la procedura. Il paziente, dopo l’intervento, può tornare a casa senza nessun problema. Generalmente ci vogliono dai 10 ai 30 minuti per recuperare la condizione di salute pre-gastroscopia. Il medico, durante la procedura, riesce a tenere d’occhio, mediante un monitor, valori importanti come l’ossigenazione del sangue e la pressione arteriosa, nonché l’elettrocardiogramma.

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