Giudice Gaetano Maria Amato arrestato per pornografia minorile

By | 3 ottobre 2017

Reggio Calabria, giudice in manette per pornografia minorileIn cella finiscono non solo persone comuni ma anche appartenenti alle forze dell’ordine e soggetti con la toga. La legge è uguale per tutti, anche se spesso molti soggetti lo dimenticano. Certi svolgono azioni becere e volgari profittando del loro status sociale, della carica o del ruolo importante che ricoprono. Nelle ultime ore sono scattate le manette per il giudice Gaetano Maria Amato, in servizio presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria. Pesantissima l’accusa: pornografia minorile. A mettere le manette al magistrato è stato il gip di Reggio Calabria, su richiesta del procuratore Maurizio De Lucia e del procuratore aggiunto Giovannella Scaminaci. Non è stato rivelato riguardo all’arresto del giudice per rispettare la sua privacy. Al magistrato Amato viene contestata la violazione dell’articolo 620-ter del codice penale, ovvero quello relativo allo sfruttamento dei minori per la produzione di materiale pornografico ed effettuare esibizioni pornografiche. Se condannato, il giudice rischia una pena da 6 a 12 anni di reclusione. Il reato sarebbe stato commesso a Messina. La magistratura italiana è sotto shock per la condotta riprovevole di Gaetano Maria Amato.

No comment della Corte d’Appello di Reggio Calabria

Proprio lui che doveva far rispettare la legge era il primo ad infrangerla. Il giudice Amato è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere al termine di un articolato e lungo ciclo di indagini che hanno permesso di verificare la sua condotta raccapricciante. Nessuno, presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, dove il giudice arrestato prestava servizio, ha rilasciato commenti. Si sa solo che Amato, dopo 10 anni alla sezione civile, era passato in quella penale, ed era stato anche membro della sezione misure di prevenzione.

La condotta di Amato, anche nello svolgimento delle sue funzioni, non sarebbe stata sempre esemplare. Nel 2009, quando prestava servizio a Messina, era stato raggiunto da un provvedimento del Csm per il deposito tardivo degli atti. Il magistrato era stato ammonito perché aveva depositato varie sentenze oltre i termini stabiliti dalla legge. Il Csm, stanco della superficialità del giudice, aveva deciso così di ammonirlo.

L’anno scorso il magistrato Amato si era schierato dalla parte di una collega contestata perché non aveva stilato in tempo le motivazione di una sentenza relativa al giudizio ‘Cosa mia’, su diversi gruppi malavitosi di Rosarno. Il ritardo del magistrato aveva determinato la scarcerazione di alcuni presunti membri  delle ‘ndrine. Amato sosteneva la collega perché anche lui, in passato, aveva commesso errori simili, o meglio aveva depositato atti in ritardo.

Rischio sospensione dallo stipendio

Adesso Gaetano Maria Amato dovrà aspettarsi un provvedimento duro dal Csm, corollario dell’arresto delle ultime ore, come la sospensione dall’incarico e dallo stipendio. In poche parole, il magistrato non potrà più svolgere il suo mestiere e non verrà più pagato.

Un altro togato solleva polemiche. La pornografia minorile è uno dei reati peggiori, e se un giudice viene arrestato con tale accusa non ci sono parole. Ogni commento è inutile perché questi sono casi che si commentano da soli. Casi osceni. Casi che ricordano che a violare la legge, commettere crimini e abusare dei minori non ci pensano solo persone comuni ma anche soggetti stimati perché ricoprono alte cariche, come giudici, politici e sacerdoti.

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